
Il gigante russo del petrolio e del gas naturale Rosneft e quello britannico Bp hanno siglato un accordo da 16 miliardi di euro che ha per oggetto l’Artico. Sotto i ghiacci del Polo Nord ci sono immense riserve di idrocarburi, ma sono difficili e costose da sfruttare.
Lo stesso Artico, poi, è al centro di una controversia internazionale tra Usa, Canada, Norvegia, Russia e Danimarca per la definizione dei suoi confini. Ecco, allora, che l’alleanza russo-britannica ha anche un sapore tutto politico: Vladimir Putin cerca alleati che appoggino le sue mire sulle risorse artiche.
In questo accordo Bp (che qualche mese fa ha dovuto vendere mezzo giacimento polare in Alaska, per pagare i danni della marea nera) ci mette la tecnologia, mentre Rosneft ci mette i giacimenti. Sarà molto più difficile per gli ambientalisti, ora, contrastare le trivellazioni nell’artico.
Le polemiche già abbondano, visto l’impatto ambientale dell’industria del petrolio su una zona così “pura” e delicata come quella del Polo Nord. Celebre il caso di Biancaneve, un giacimento norvegese sull’isola di Melkoya dove da pochi anni è arrivato il più grande impianto di liquefazione di gas d’Europa. I cittadini dell’isola già l’anno ribattezzato “Cenerentola”: da quando c’è l’impianto il villaggio è pieno di fuligine…

Tra i famigerati file svelati da Wikileaks che riguardano l’Italia non ci sarebbero solo le informative sui festini di Silvio Berlusconi e il suo rapporto forse troppo conciliante con Vladimir Putin. Ci potrebbero anche essere affari interessanti compiuti dai russi nel settore petrolifero italiano. Ovviamente al sud.
Secondo il senatore di Fli Egidio Digilio, infatti, alcuni siti di stoccaggio del gas naturale lucani potrebbero trovare una spiegazione grazie ai file svelati:
Tra i documenti diffusi via web da Wikileaks ce ne sono di sicuro alcuni interessanti che, secondo il “filone” delle preoccupazioni degli Usa per l’intesa tra Eni e Gazprom, ci auguriamo possano finalmente contribuire a far luce sulla vicenda dei siti di stoccaggio del gas acquisiti in Valbasento da una società russa, una vicenda dai troppi aspetti ancora oscuri e che ho sollevato nel luglio 2008 con un’interrogazione all’allora Ministro Scajola. Solo adesso, dopo le prime notizie diffuse sul materiale del Dipartimento di Stato Usa, comincio a capire le ragioni di una mancata risposta
Non resta che aspettare che qualche paziente lucano si metta a spulciare il sito di Wikileaks per scoprire se il senatore ha ragione o ha torto. Sarebbe anche interessante andare a vedere se ci sono documenti su altre grosse operazioni che hanno portato i russi nell’industria petrolifera italiana, come l’acquisizione del 2008 da parte di Lukoil della metà della raffineria Erg di Priolo.
Via | Ola Ambientalista, Pagine di Difesa
Foto | Flickr
In questi giorni si sta svolgendo l’attesissimo summit di San Pietroburgo sulla salvaguardia delle tigri. Fortemente voluto dal primo ministro dello stato russo, Vladimir Putin - in virtù della capacità dimostrata dal suo Paese di quintuplicare il numero di esemplari allo stato selvatico sul territorio in appena 60 anni - , l’incontro ha lo scopo precipuo di raddoppiare, almeno, la quantità di tigri presenti sul nostro pianeta entro il 2022, anno simbolicamente dedicato, dal calendario cinese, al grande felino.
Il vertice, vede riuniti i delegati dei 13 paesi (Bangladesh, Bhutan, Cambogia, Cina, India, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Nepal, Russia, Thaïlandia, Vietnam) che ancora possono vantare la presenza della tigre all’interno dei propri confini oltre a innumerevoli associazioni animaliste, all’Unep, alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, alla Banca asiatica e a quella islamica per lo sviluppo, e alla Banca mondiale, rappresentata proprio dal suo presidente, Robert Zoellick.
Temi fondamentali di discussione sono, chiaramente, la lotta al bracconaggio sempre più urgente specialmente a seguito dei dati forniti da Traffic International in questi ultime settimane e di cui noi di Ecoblog abbiamo già parlato, l’approntamento di normative e controlli severi a tutti i livelli - geografici e non - oltre a una più capillare protezione e proliferazione delle aree protette in cui la panthera tigris ancora sopravvive, unitamente ad adeguate formazione ed educazione delle comunità locali prospicenti le aree naturali interessate.
Continua a leggere: Al Vertice di San Pietroburgo per salvare le tigri
Il Primo Ministro Vladimir Putin ha visitato a sorpresa la Terra di Alexandra in Artico per sostenere misure urgenti nel preservare la popolazione di orsi polari.
Ha detto Putin:
L’orso polare è in pericolo, ci sono solo 25.000 esemplari. La causa è l’ambiente, il restringimento della calotta di ghiaccio.
Altro problema è l’inquinamento. Infatti la Terra di Alexandra, una delle isole dell’arcipelago Franz Josef Land non è affatto incontaminata ma sede di una delle più grosse discariche militari sovietiche. Sulle spiagge dell’isola sono stati abbandonati dall’ex Unione sovietica migliaia di barili contenenti sostanze di vario genere. Dopo anni di incuria i barili arrugginiti hanno iniziato a rilasciare i loro veleni.
Ha spiegato Putin:
Secondo le stime giacciono abbandonati circa 40.000-60.000 tonnellate di carburanti e lubrificanti e il livello di inquinamento è quasi sei volte superiore al normale. Ora è necessaria una bonifica.
Raggiungere la produzione del 30% di energia con il nucleare entro il 2030 con la costruzione di 26 nuove centrali. E’ l’annuncio fatto dal Primo ministro Vladimir Putin durante la riunione sui problemi dello sviluppo del Settore nucleare svoltasi alla Centrale Elettronucleare di Kalinin, la maggiore nella Russia Centrale.
Ha detto Putin:
In molti paesi sviluppati la quota dell’energia nucleare ha già superato il 30 % nel volume complessivo della produzione dell’energia elettrica. La Russia deve raggiungerli e a queste ambizioni non sarà d’ostacolo anche la crisi finanziaria globale che stiamo vivendo. I piani non sono semplici ma realizzabili! In considerazione dell’attuale situazione la loro attuazione richiede particolare attenzione da parte nostra
Intanto la recessione dovuta alla crisi economica ha colpito anche la Russia che ha fatto registrare un calo dei consumi energetici. Ma secondo Putin entro il 2012 i ritmi di consumo aumenteranno e perciò ritiene opportuno in virtù di questa previsione che siano costruite le centrali nucleari.
Infine, Putin ha assicurato gli addetti al settore energetico nucleare che tutti i programmi d’investimento in questo campo saranno realizzati secondo i piani approvati in precedenza. Ciò riguarda in particolare il finanziamento della quarta unità energetica della Centrale Elettronucleare di Kalinin, aumentata di un terzo rispetto al passato.
Via | The voice of Russia
Foto | Flickr