
Decisamente coraggiosi: sette persone, tra uomini e donne di Washington, si sono arrampicati sulla cima del monte Rainer (un vulcano dormiente a circa 90 chilometri da Seattle) per protestare contro la locale centrale a carbone gestita da Transalta, azienda canadese attiva nella produzione di energia elettrica. Di queste sette persone, solo due avevano mai fatto qualcosa del genere.
Evidentemente sono molto motivati: la centrale a carbone in questione, infatti, è l’impianto più inquinante dello stato di Washington e i sette alpinisti, specialmente le donne, temono per il futuro dei propri figli. Si dirà: core de mamma…
No, c’è anche altro: secondo il Seattle Times la governatrice dello stato di Washington Christine Gregoire sarebbe stata troppo accondiscendente nei confronti di Transalta. Di certo c’è che l’accordo sulle emissioni della centrale a carbone è stato fatto a quattr’occhi, senza alcuna consultazione pubblica. E, si sa, gli americani amano essere consultati.
Per rendere nota tutta la vicenda, quindi, si è organizzato il pic nic in montagna (quasi 4.400 metri). Il tutto ben pubblicizzato e diffuso su internet tramite un apposito sito web e un pagina Facebook su cui gli scalatori tengono il diario dell’impresa.
Viva la mamma!
Via | Treehugger
Foto | Climb Against Coal
Pollo americano. E’ dal 1997 che un solo grammo di nessun volatile statunitense può mettere piuma in Europa a causa del trattamento delle carcasse con un bagno di antimicrobici, pratica proibita nell’Ue. Ma proprio in questi giorni, invece, rischiamo di ritrovarci sul mercato, questi polli all’antibiotico.
Mente diabolica dell’operazione è Guenter Verheugen vice commissario europeo che sta aumentando la pressione sulla commissaria Fisher Boel con l’appoggio del commissario al commercio, Peter Mandelson. Non solo, ma stanno cercando di convincere anche gli altri colleghi a cedere alle richieste di Washington, eventualmente anche ignorando un possibile parere contrario da parte dell’Autorità europea di sicurezza alimentare (Efsa).
Le organizzazioni agricole europee, lo dico subito, sono contrarie all’abolizione del divieto di importazione, perché i possibili concorrenti americani contano su prezzi più bassi dovuti al “dumping sanitario”. Infatti, i produttori dell’Ue devono applicare regole molto stringenti di igiene e sicurezza alimentare lungo tutta la catena della produzione, seconde la normativa Haccp (Hazard Analiysis and Critical Control Point). Quelli americani, invece, possono permettersi di trascurare controlli sanitari e condizioni igieniche rigorose , affidandosi al solo bagno disinfettante finale delle carcasse (mentre gli europei possono usare solo acqua potabile per il lavaggio).