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ampegadi marettimo 
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Il Ministro Prestigiacomo è il sogno proibito di manager e imprenditori

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IL MINISTRO DELL'AMBIENTE ED I VERI PROBLEMI DELLE ISOLE EGADI Si è appreso che il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha convocato di recente una riunione per discutere delle problematiche legate all'approvvigionamento energetico delle isole minori. Alla riunione, presieduta dal capo della segreteria tecnica del ministero, Luigi Pelaggi (peraltro anche direttore dell'Area marina Protetta delle sole Egadi), hanno partecipato tra l'altro tutti i sindaci delle isole minori. Il ministro Prestigiacomo, da quello che è emerso, considera prioritario "alimentare ad energia pulita le isole Egadi" e vorrebbe far divenire "un laboratorio di efficienza energetica l'arcipelago grazie ad un progetto di AzzeroCO2 che sarebbe già stato finanziato dal Ministero dell'Ambiente. Si legge che "…il progetto prevede uno sviluppo delle fonti rinnovabili a basso impatto sul territorio, in modo da preservare le isole dell'arcipelago dal punto di vista naturalistico e di promuovere al tempo stesso l'autosufficienza ed il risparmio energetico…. Il piano di interventi messo a punto da AzzeroCO2 per le tre isole prevede l'utilizzo di diverse tecnologie: impianti fotovoltaici e solari termici, generatori ed oli vegetali, un progetto di mobilità sostenibile che prevede biciclette a pedalata assistita, motorini elettrici, colonnine e pensiline fotovoltaiche per la ricarica dei mezzi. COMMENTO DI AMPEGADI MARETTIMO: Il Ministro Prestigiacomo evidentemente non conosce i VERI problemi delle isole Egadi. Il suo Ministero, consapevole che sull'arcipelago insiste l'Area Marina Protetta più grande d'Europa, dovrebbe preoccuparsi ed occuparsi dello SMALTIMENTO DELL'ETERNIT presente in grandi quantità nelle isole dell'arcipelago; farebbe meglio a realizzare un serio progetto per l”AUTOSUFFICIENZA IDRICA dell'arcipelago, prevedendo e finanziando opere di canalizzazione delle sorgenti esistenti soprattutto nell'isola di Marettimo (l'isola invece viene rifornita di acqua trasportata da navi provenienti da Napoli e Palermo); dovrebbe preoccuparsi di contribuire a risolvere i problemi legati alla FATISCENZA DELLE STRUTTURE PORTUALI , soprattutto a Levanzo e Marettimo la cui insicurezza ha determinato lo spopolamento delle isole dai loro abitanti e continua a determinare gravi disagi alla popolazione per la difficoltà di attracco dei mezzi di trasporto (aliscafi e traghetti) anche in condizioni meteo marine non particolarmente avverse; il Ministero dovrebbe occuparsi, sollecitando anche l'amministrazione comunale, di far realizzare gli impianti di depurazione di cui le isole di Marettimo e Levanzo sono sfornite e la cui mancanza contribuisce all'inquinamento di vaste zone di mare, dove insiste la riserva marina; dovrebbe attenzionare la problemativa relativa ai mezzi di trasporto, ormai fatiscenti e risalenti agli anni settanta (i vecchi aliscafi emettono fumi e gas che inquinano l'ambiente). Di tutto questo e di altro ancora, nell'interesse del bene comune, si dovrebbe preoccupare il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. invece cosa fa il Ministro? Finanzia un progetto che "prevede lo sviluppo di fonti rinnovabili a basso impatto sul territorio": gli impianti fotovaltaici e solari termici integrati nell'architettura del luogo e del paesaggio". Perchè tutto questo se ad esempio l'isola di marettimo è già autosufficiente dal punto di vista energetico? Perchè il Ministero dell'Ambiente non considera PRIORITARI gli interventi che potrebbero contribuire a migliorare la qualità della salute e della vita degli abitanti dell'arcipelago e la cui realizzazione avrebbe un sicuro impatto positivo sulle attività turistiche? Si vuole spendere e sperperare il danaro pubblico per REALIZZARE DELLE CATTEDRALI NEL DESERTO e favorire lobby ed i loro business?

2 anni e 3 mesi fa
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Il Ministro Prestigiacomo è il sogno proibito di manager e imprenditori

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IRREGOLARITA' ED ILLEGITTIMITA' DELLE NOMINE DEL MINISTRO DELL'AMBIENTE CAMERA DEI DEPUTATI- INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Seduta n. 276 del 2/2/2010 … ECONOMIA E FINANZE LEOLUCA ORLANDO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che: la società SOGESID è lo strumento societario in house dello Stato, con capitale sociale di euro 54.820.920 e azionista unico il Ministero dell'economia e delle finanze. I diritti dell'azionista sono esercitati d'intesa con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Il ruolo di governance è esercitato dal Consiglio di amministrazione e, ai sensi della legge 296 del 2006 (articolo 1), opera per le finalità del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. La Sogesid svolge un ruolo strumentale basato su trasparenza della gestione, efficacia del sistema di controllo interno e applicazione rigorosa della disciplina del conflitto d'interesse. Criticità ambientali come bonifiche di siti inquinati, politica emergenziale dei rifiuti, interventi per la riduzione del dissesto idrogeologico, sono gestiti attraverso apposite convenzioni per la fornitura di servizi ingegneristici. Il presidente di Sogesid è scelto tra i componenti designati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, e attualmente è l'avvocato siracusano Assenza, mentre membro del Consiglio di amministrazione è l'avv. Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell'ambiente. Unità operative sono dislocate in Napoli, Bari e Palermo e svolgono attività di coordinamento delle iniziative in corso nelle regioni Campania, Puglia e Sicilia; le isole Eolie, presentano varie criticità ambientali: depurazione dei reflui nelle isole di Lipari e Vulcano e problemi di potabilità dell'acqua a Alicudi, Filicudi, Panarea, Stromboli e Vulcano; nell'aprile 2000 il sindaco, a seguito del decreto della regione Sicilia che finanziava la realizzazione di un depuratore nel comune di Lipari, indice un bando di gara per la progettazione del ciclo integrato dell'acqua: (produzione di acqua, ciclo fognario e depurazione delle acque reflue con riutilizzo a scopi non umani) per tutte le isole del comune. La gara viene aggiudicata ad un consorzio capeggiato dalla ditta Lotti spa. Il sindaco, sulla base dei documenti progettuali, chiede il finanziamento delle opere al Ministero dell'ambiente. Nel 2001 subentra una nuova amministrazione. Nel 2002 il sindaco di Lipari viene nominato Commissario di Governo e delegato a gestire le risorse occorrenti alla realizzazione delle opere afferenti al ciclo dell'acqua. Tali risorse ammontano a 34 milioni di euro. Il commissario-sindaco affida alla Sogesid, la progettazione delle opere del ciclo dell'acqua, pur in presenza di una gara vinta dal raggruppamento con a capo la società Lotti spa. Il Ministero dell'Ambiente avrebbe chiesto integrazioni progettuali al sindaco-commissario che a sua volta avrebbe inoltrato tali richieste alla società Lotti spa, integrazioni trasmesse al sindaco e sembra mai trasmesse al Ministero dell'ambiente. Il sindaco-commissario avrebbe dichiarato poi che l'affidamento alla Sogesid era stato concordato con il Ministero dell'ambiente a causa della non validità del progetto nel conseguire gli obiettivi propri di un ciclo integrato dell'acqua; con ordinanza n. 3738 del 2009 del Presidente del Consiglio dei ministri, recante una serie di disposizioni urgenti di protezione civile, all'articolo 17, viene indicato che «Al fine di assicurare la risoluzione del contesto emergenziale in atto nel territorio delle isole Eolie. limitatamente all'emergenza idrica, l'avvocato Luigi Pelaggi è nominato Commissario delegato in sostituzione del Prefetto di Messina», nominato in proroga, con ordinanza dello stesso Presidente del Consiglio dei ministri, Commissario per le emergenze di natura vulcanica e turistica. Il Commissario «è autorizzato ad avvalersi di un Comitato di indirizzo e controllo sulla programmazione e realizzazione degli interventi». E ancora l'ordinanza recita: «Con separato atto il Commissario delegato determina il compenso dei componenti del Comitato, sulla base di criteri di rigorosa perequazione connessi alla specifica professionalità posseduta, con oneri a carico dei fondi commissariali». Inoltre egli «può utilizzare le risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale limitatamente a quelle assegnate per fronteggiare l'emergenza idrica»; l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 163 del 2006 istituita in recepimento dell'articolo 81, paragrafo 2, della direttiva 2004/18 a cui aveva adito la società Lotti spa e la Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, con delibera n. 65 del 23 dicembre 2008, rileva la non conformità all'ordinamento dell'atto sottoscritto tra il sindaco-commissario e Sogesid. L'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture ha ottemperato al disposto del comma 5 dell'articolo 6 del Testo unico sugli appalti che così recita «L'Autorità vigila sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali, nonché, nei limiti stabiliti dal presente codice, sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture esclusi dall'ambito di applicazione del presente codice, al fine di garantire l'osservanza dei principi di cui all'articolo 2 e, segnatamente, il rispetto dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, e di economica ed efficiente esecuzione dei contratti, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle singole procedure di gara»; il pronunciamento ha attivato l'Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha richiamato la delibera del Presidente del Consiglio dei ministri del 22 ottobre 2004 sugli «Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all'attività contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario». Le disposizioni della direttiva statuiscono che i commissari delegati devono provvedere alle aggiudicazioni necessarie, per il superamento delle situazioni di emergenza, nel rispetto delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture; «la sete delle Eolie» a causa della mancanza di acqua, determina da almeno 20 anni esborsi rilevanti e stimati in complessivi 400 milioni di euro. I soggetti beneficiari sono i gestori del «ciclo» di trasporto dell'acqua che verosimilmente non hanno, ad avviso dell'interrogante, nessun interesse alla soluzione del problema «mancanza di acqua», attraverso il progetto che la Lotto spa aveva predisposto; dal 2001 l'Ente gestore dell'area marina protetta delle Isole Egadi è il comune di Favignana e il Ministero dell'ambiente annualmente eroga risorse finanziarie allocate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato «Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione»; in data 23 gennaio 2009 il Ministero dell'ambiente ha chiesto all'Ente gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate e da assegnare all'area protetta per la stagione 2009; in ottemperanza alla richiesta del Ministero, il sindaco del comune di Favignana inviava la relazione programmatica ed in ossequio al decreto del Ministro dell'ambiente n. 932 dell'11 dicembre 2003, con determinazione n. 9 del 26 febbraio 2009, individuava il responsabile della gestione dell'area marina protetta; la determinazione riguardante l'incarico e l'approvazione della bozza di contratto è stata anch'essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009; l'ente gestore ha svolto con diligenza i compiti assegnati e riscontrabili in comportamenti e atti probatori; con nota del 22 maggio 2009, il Ministro dell'ambiente dichiarava di avere riscontrato «gravi carenze tecnico-amministrative» nella gestione dell'Area marina protetta, «diventate recentemente sempre più evidenti» ed «anche in ragione (…) del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all'immagine dell'area marina e al pregiudizio turistico dell'isola (…)» aveva chiesto al Presidente della Regione siciliana, in forza del protocollo di intesa Stato-Regione sottoscritto in data 14 marzo 2001, il suo parere obbligatorio e vincolante per revocare la gestione al comune di Favignana ed affidarla alla capitaneria di porto di Trapani. Il Presidente della Regione Sicilia esprimeva parere negativo motivato. Dal 3 agosto 2009 è stato quindi nominato direttore responsabile della gestione dell'Area marina protetta delle isole Egadi l'avvocato Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro; in data 3 novembre 2008 è stato sottoscritto un accordo di programma tra il Ministero dell'ambiente, la Regione Sicilia ed altri enti territoriali, per la bonifica del Sito di interesse nazionale di Priolo (SR). Le risorse per l'intervento ammontano a 770 milioni di euro. All'articolo 4 «Soggetti Attuatori» è statuito: «Per le attività di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare si avvarrà della collaborazione di Sogesid S.p.A. nonché di ISPRA, ISS, ARPA Sicilia. Tali soggetti sono tenuti, in caso di affidamento di prestazione all'esterno, al rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie in materia di affidamento di servizi e di lavori». Appare chiaramente esclusa dall'attività di bonifica la direzione generale del Ministero che si è sempre occupata delle bonifiche e le sue competenze appaiono trasferite alla Sogesid. Siti di interesse nazionale come quello di Piombino, Napoli Ovest e Taranto hanno come soggetto responsabile degli interventi la competente Direzione generale del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare come è verificabile negli accordi di programma sottoscritti; l'avvocato Pelaggi, oltre a ricoprire gli incarichi di consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di commissario all'emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di responsabile della gestione dell'Area marina protetta delle isole Egadi, è membro dal settembre 2009 del Consiglio di amministrazione dell'ACEA; l'avvocato Luigi Pelaggi, essendo capo della segreteria tecnica del Ministro dell'ambiente, esercita funzioni che certamente richiedono un notevole impegno, anche in termini di tempo; ad avviso dell'interrogante, l'attività di responsabile dell'Area marina protetta configura una inopportuna commistione tra l'attività di gestione dell'Area marina protetta e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la funzione di capo della segreteria tecnica del ministro; graverà, tra l'altro, sui cittadini l'eventuale costo per il contenzioso attivato dalla società Lotti spa per la perdita dell'appalto, trasferito senza gara su Sogesid -: se sia economico, efficace ed efficiente trasferire su Sogesid compiti che le direzioni del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare svolgono da anni; se sia opportuno che l'avvocato Pelaggi svolga la pluralità di compiti di seguito elencati e se essi siano compatibili tra loro, anche in relazione all'esigenza di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse; a) capo della segreteria tecnica del Ministero dell'ambiente; b) direttore dell'Area marina protetta delle Isole Egadi; c) membro del consiglio di amministrazione di ACEA spa; d) commissario all'emergenza idrica alle isole Eolie; e) avvocato in Roma; per quali motivi il Ministro interrogato non abbia valutato le integrazioni progettuali richieste e trasmesse dalla società Lotti spa, a seguito di gara ad evidenza pubblica e per il ciclo integrato delle acque che servono le isole Eolie; per quali motivi la delibera dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, che ha statuito la illegittimità dell'affidamento a Sogesid, non abbia trovato applicazione, e perché il Ministero che esercita il compito di sorveglianza su Sogesid non abbia recepito e fatto applicare la delibera dell'autorità; per quali ragioni le determinazioni dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che ha evidenziato il mancato rispetto delle norme interne e comunitarie nell'affidamento degli appalti pubblici, non abbiano trovato consequenziale riscontro da parte del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che esercita l'attività di controllo su Sogesid; perché non si sia ritenuto di attivare la Corte dei Conti per i requisiti di competenza in materia di responsabilità amministrativo-contabile in relazione ai possibili danni che ricadono sulla fiscalità generale e quindi sul cittadino-contribuente. (4-05970)

2 anni e 3 mesi fa
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Stefania Prestigiacomo minaccia le dimissioni se non riavrà le competenze ambientali su reti energetiche e nucleare

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Irregolarita’ ed incompatibilità dei pubblici funzionari INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, al Ministro del Tesoro, al Ministro della Funzione Pubblica Premesso che : -La Società SOGESID è lo strumento societario in house dello Stato, con capitale sociale di euro 54.820.920,00 e azionista unico il Ministero dell’economia e delle finanze. I diritti dell’azionista sono esercitati d’intesa con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministero delle infrastrutture. Il ruolo di governance è esercitato dal CdA e ai sensi della legge 296/06 (art 1) opera per le finalità del Ministero dell’Ambiente. La Sogesid svolge un ruolo strumentale basato su trasparenza della gestione, efficacia del sistema di controllo interno e applicazione rigorosa della disciplina del conflitto d’interesse. Criticità ambientali come bonifiche di siti inquinati, politica emergenziale dei rifiuti, interventi per la riduzione del dissesto idrogeologico , sono gestiti attraverso apposite convenzioni per la fornitura di servizi ingegneristici .Il Presidente di Sogesid è scelto tra i componenti designati dal Ministero dell’Ambiente .attualmente è l’avv. Siracusano Assenza e membro del CdA è l’avv Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente. Unità operative sono dislocate in Napoli, Bari e Palermo e svolgono attività di coordinamento delle iniziative in corso nelle regioni Campania, Puglia e Sicilia. -Le isole Eolie, presentano varie criticità ambientali : depurazione dei reflui nelle isole di Lipari e Vulcano e problemi di potabilità dell’acqua a Alicudi, Filicudi, Panarea, Stromboli e Vulcano. Nell’aprile 2000 il Sindaco, a seguito decreto Regione Sicilia che finanziava la realizzazione di un depuratore nel comune di Lipari , indice un bando di gara per la progettazione del ciclo integrato dell’acqua: (produzione di acqua, ciclo fognario e depurazione delle acque reflue con riutilizzo a scopi non umani) per tutte le isole del comune. La gara viene aggiudicata ad un Consorzio capeggiato dalla ditta Lotti SpA.Il Sindaco sulla base dei documenti progettuali , chiede il finanziamento delle opere al Ministero dell’Ambiente. Nel 2001 subentra una nuova Amministrazione. Nel 2002 il Sindaco di Lipari viene nominato Commissario di Governo e delegato a gestire le risorse occorrenti alla realizzazione delle opere afferenti il ciclo dell’acqua. Tali risorse ammontano a 34 milioni di euro. Il Commissario- Sindaco affida alla Sogesid , la progettazione delle opere del ciclo dell’acqua, pur in presenza di una gara vinta dal raggruppamento con a capo la società Lotti SpA. Il Ministero dell’Ambiente chiede integrazioni progettuali al Sindaco-Commissario che a sua volta trasmette alla società Lotti SpA. Integrazioni trasmesse al Sindaco e sembra mai trasmesse al Ministero dell’Ambiente. Il Sindaco-Commisario dichiara poi che l’affidamento alla Sogesid era stato concordato con il Ministero dell’Ambiente a causa della non validità del progetto nel conseguire gli obiettivi propri di un ciclo integrato dell’acqua. -Con ordinanza n. 3738 del Presidente del Consiglio dei ministri, recante una serie di disposizioni urgenti di protezione civile all’art. 17, viene indicato che «Al fine di assicurare la risoluzione del contesto emergenziale in atto nel territorio delle isole Eolie, limitatamente all’emergenza idrica, l’Avvocato Luigi Pelaggi è nominato Commissario delegato in sostituzione del Prefetto di Messina», nominato in proroga, con ordinanza dello stesso presidente Berlusconi, Commissario per le emergenze di natura vulcanica e turistica. Il Commissario «è autorizzato ad avvalersi di un Comitato di indirizzo e controllo sulla programmazione e realizzazione degli interventi». E ancora l’ordinanza recita: «Con separato atto il Commissario delegato determina il compenso dei Componenti del Comitato, sulla base di criteri di rigorosa perequazione connessi alla specifica professionalità posseduta, con oneri a carico dei fondi commissariali». Inoltre egli «può utilizzare le risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale limitatamente a quelle assegnate per fronteggiare l’emergenza idrica». -L’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture , di cui all’art 6 dlgs 163/2006 istituita in recepimento all’art 81.2 della direttiva 2004/18 , con delibera n 65 del 23 dicembre 2008 , a cui aveva adito la Società Lotti SpA e la Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ,rileva la non conformità all’ordinamento dell’atto sottoscritto tra Sindaco-Commissario e Sogesid. L’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori , servizi e forniture ha ottemperato al disposto del comma 5 dell’art 6 del Testo Unico sugli Appalti che così recita ” L’Autorità vigila sui contratti pubblici, anche di interesse regionale, di lavori, servizi e forniture nei settori ordinari e nei settori speciali, nonché, nei limiti stabiliti dal presente codice, sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture esclusi dall’ambito di applicazione del presente codice, al fine di garantire l’osservanza dei principi di cui all’articolo 2 e, segnatamente, il rispetto dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di scelta del contraente, e di economica ed efficiente esecuzione dei contratti, nonché il rispetto delle regole della concorrenza nelle singole procedure di gara”. Il pronunciamento ha attivato l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha richiamato la delibera del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre 2004 sugli ““Indirizzi in materia di protezione civile in relazione all’attività contrattuale riguardante gli appalti pubblici di lavori, di servizi e di forniture di rilievo comunitario”. Le disposizioni della direttiva statuiscono che i commissari delegati debbono provvedere alle aggiudicazioni necessarie, per il superamento delle situazioni di emergenza , nel rispetto delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici di lavori, servizi e forniture. La sete delle Eolie a causa della mancanza di acqua , determina da almeno 20 anni esborsi rilevanti e stimati in complessivi 400 mln di euro. I soggetti beneficiari sono i gestori del “ciclo” di trasporto dell’acqua che verosimilmente non hanno nessun interesse alla soluzione del problema della mancanza d’acqua , attraverso il progetto che la Lotto SpA aveva predisposto . -Dal 2001 l’Ente Gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi è il Comune di Favignana ed il Ministero dell’Ambiente annualmente eroga le risorse finanziarie allocate sul capitolo di bilancio dello Stato denominato “Spese per la gestione delle riserve marine e per la loro promozione”; In data 23.01.2009 il Ministero dell’Ambiente ha chiesto all’Ente Gestore di trasmettere la relazione programmatica per le risorse stanziate e da assegnate all’Area Protetta per la stagione2009; In ottemperanza alla richiesta del Ministero, il Sindaco del Comune di Favignana inviava la relazione programmatica ed in ossequio al decreto del Ministro dell’Ambiente n. 932 dell’11 dicembre 2003, con determinazione n. 9 del 26 febbraio 2009, individuava il responsabile della gestione dell’area marina protetta; la determinazione riguardante l’incarico e l’approvazione della bozza di contratto è stata anch’essa trasmessa al ministero, in data 6 marzo 2009; L’ente gestore ha svolto con diligenza i compiti assegnati e riscontrabili in comportamenti e atti probatori. Con nota del 22 maggio u.s. il Ministro dell’Ambiente dichiarava “di avere riscontrato gravi carenze tecnico-amministrative nella gestione dell’AMP, diventate recentemente sempre più evidenti… ed anche in ragione …del pregiudizio che la perdurante presenza di gravi situazioni disfunzionali potrebbe arrecare all’immagine dell’area marina e al pregiudizio turistico dell’isola…” ha chiesto al Presidente della Regione Siciliana, in forza del Protocollo di Intesa Stato-Regione sottoscritto in data 14 marzo 2001, il suo parere obbligatorio e vincolante per revocave la gestione al Comune di Favignana ed affidarla alla Capitaneria di Porto di Trapani. Il Presidente della Regione Sicilia esprimeva parere negativo motivato, ma il Ministro non ne ne ha tenuto conto e ha costretto il Sindaco di Favignana a designare l’avv. Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministro. -In data 3 novembre 2008 è stato sottoscritto un Accordo di Programma tra il Ministero dell’Ambiente , la Regione Sicilia ed altri Enti territoriali , per la bonifica del sito di interesse nazionale di Priolo ( SR) . Le risorse per l’intervento ammontano a 770 milioni di euro. All’art 4 ” Soggetti Attuatori” è statuito “Per le attività di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si avvarrà della collaborazione di Sogesid S.p.A. nonché di ISPRA, ISS, ARPA Sicilia. Tali soggetti sono tenuti, in caso di affidamento di prestazione all’esterno, al rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie in materia di affidamento di servizi e di lavori”. Appare chiaramente esclusa dalla attività di bonifica la direzione generale del Ministero che si è sempre occupata delle bonifiche e le sue competenze trasferite alla Sogesid . Siti di Interesse Nazionale come quello di Piombino , Napoli Ovest e Taranto hanno come soggetto responsabile degli interventi la Direzione Generale del MATT come, è verificabile negli Accordi di Programma sottoscritti: Per sapere: -Se è economico, efficace ed efficiente trasferire su Sogesid compiti che le direzioni del Ministero dell’Ambiente svolgono da anni. -Può l’avv Pelaggi svolgere la pluralità di compiti nel seguito elencati : a) capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente b) direttore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi c) membro del Consiglio di Amministrazione di ACEA SpA d) commissario alla emergenza idrica alle isole Eolie d) avvocato in Roma -Nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi. -L’attività di Responsabile di A.M.P., non è configurabile come illegittima commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta e quella istruttoria, di finanziamento e controllo, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro? -Anche al momento della nomina nel CDA della ACEA Spa (settembre 2009) il Pelaggi omette di indicare di ricoprire incarico di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi; -L’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, ha nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione e in altre società pubbliche e private. -La pluralità di incarichi non configura una violazione della legge n.29 del 1993, che sancisce la separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa, e una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse? -La nomina dell’avv. Pelaggi nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, non genera ,commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente, le funzioni di capo della Segreteria Tecnica del Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a ? -Quali sono i requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente? -Perchè il Ministro dell’Ambiente non ha valutato le integrazioni progettuali , richieste e trasmesse dalla Società che Lotti SpA , con gara ad evidenza pubblica e per il ciclo integrato delle acque che servono le isole Eolie? -Chi pagherà il costo per la mancata attuazione del progetto che avrebbe sanato l’esoso traffico di acqua in container su navi dalla Sicilia alle isole Eolie ? -Chi pagherà il costo per il contenzioso attivato dalla Società Lotti SpA per la perdita dell’appalto , trasferito senza gara su Sogesid ? -Perchè la delibera dell’Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture , che ha statuito la illegittimità dell’affidamento a Sogesid , non ha trovato applicazione ? -Perchè il Ministero che sercita il compito di sorveglianza su Sogesid non ha recepito e fatto apllicare la delibera dell’Autorità? -Perchè le determinazioni dell’Autorità Garante della Concorrenza e il Mercato , che ha evidenziato il mancato rispetto delle norme interne ecomunitarie nell’affidamento degli applalti pubblici , non hanno trovato conseguenziale riscontro da parte del Ministero dell’Ambiente che esercità l’attività di controllo su Sogesid ? -Il ruolo dell’avv Pelaggi capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e Commissario alla emergenza idrica è stato svolto con diligenza e trasparenza e coerente con le norme dell’ordinamento? -Perchè il Ministero dell’Ambiente non ha attivato la Cortre dei Conti per la verifica di possibili danni che ricadono sulla fiscalità generale e quindi sul cittadino-contribuente ?

2 anni e 4 mesi fa
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Stefania Prestigiacomo minaccia le dimissioni se non riavrà le competenze ambientali su reti energetiche e nucleare

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CHI E’ L’AVV. LUIGI PELAGGI, RESPONSABILE DI GESTIONE DELL’AREA MARINA PROTETTA ISOLE EGADIi: 1-Capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (dal maggio 2008- Ministro On. Stefania Prestigiacomo); ciò non rischia di configurare un’intollerabile commistione tra l’attività di gestione dell’area marina protetta elle Isole Egadi e quella di controllo, istruttoria e di finanziamento, compiti questi inerenti la sua funzione di capo della segreteria tecnica del ministro? 2-Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie, (dal febbraio 2009) nominato in sostituzione del Prefetto di Messina con ordinanza del Presidente del Consiglio n. 3738 , pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.39 del 17 febbraio 2009 3- Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a. ,nominato dal Ministro Prestigiacomo, società in house del Ministero dell’Ambiente i cui obiettivi sono indicati nel sito alla voce “Missione”; tra questi gli incarichi di ricerca di pertinenza della ex ICRAM, recentemente finanziata dal ministro Prestigiacomo; 4- Consigliere d’amministrazione di ACEA S.p.A. dal 15 .09.2009, multiutility attiva nella gestione e nello sviluppo di reti e servizi nei business dell’energia, dell’acqua e dell’ambiente. Società quotata alla Borsa di Milano dal 16.07.1999, è uno dei principali operatori nazionali di servizi di pubblica utilità 5- Avvocato, esercita la professione a Roma presso il suo studio legale in vicolo dè Burrò n. 165 nonostante abbia dichiarato nel suo curriculum presentato alla ACEA S.p.A. di avere esercitato la professione legale fino al maggio de 2008. -Nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. (nel cda dal settembre 2009) e al momento della nomina nel CDA della ACEA S.p.a. il Pelaggi non indica tra gli incarichi quelli di Consigliere di amministrazione della Sogesid S.p.a, di Commissario all’emergenza idrica delle Isole Eolie (dal febbraio 2009) e di di responsabile della gestione dell’A.M.P. Isole Egadi. -Com’è possibile che l’avv. Luigi Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, e quindi con funzioni che certamente richiedono un tempo pieno lavorativo, abbia nel contempo altri incarichi nella pubblica amministrazione oltre che in società pubbliche e private ed inoltre quello di direttore responsabile di gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi ?. -Com’è possibile che l’avv. Pelaggi, capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente, abbia altri incarichi il cui espletamento richiede un rilevante impegno a tempo pieno? -Non si può configurare il rischio che questo accentramento di incarichi sia una violazione dei principi della legge n.29 del 1993, che sancisce la netta separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa? -Non si può inoltre configurare in questo accentramento di incarichi una grave turbativa dell’azione amministrativa , con conseguente rischio di lesione del pubblico interesse? -Non si può ritenere che la nomina dell’avv. Pelaggi a nel cda della Sogesid S.p.a, società in house del Ministero dell’Ambiente, i cui obiettivi sono indicati nel sito alla pomposa voce “Missione” (recentemente finanziata dal Ministero dell’Ambiente), possa ingenerare intollerabili commistioni con le funzioni proprie di controllo in capo al Ministero dell’Ambiente e le attività della Sogesid S.p.a? -Se nel curriculum presentato alla ACEA S.p.a. l’avv. Pelaggi avesse anche indicato di ricoprire la carica di consigliere nel cda della Sogesid S.p.a, di Commissario per l’Emergenza Idrica delle Isole Eolie nonché di direttore responsabile della gestione dell’area marina protetta delle Isole Egadi (cosa che omette di indicare), gli sarebbe stato attribuito l’incarico? E se non gli fosse stato attribuito l’incarico, gli altri aspiranti avrebbero avuto delle chances? -In base a quali requisiti tecnici e sulla base di quali alte qualificazioni e competenze è stata valutata l’idoneità dell’avv. Luigi Pelaggi, per la nomina di capo della segreteria tecnica del Ministro dell’Ambiente? -Attualmente il Pelaggi è regolarmente iscritto all’Albo degli avvocati di Roma ed esercita la professione nonostante avesse dichiarato nel curriculum presentato all’ACEA di non svolgere attività professionale già dal maggio 2008, cioè da quando ricopre l’incarico di Capo della segreteria tecnica del Ministero dell’Ambiente. E' vera la biografia del Ministro Prestigiacomo pubblicata dall' Associazione Wikimedia Italia – per informazioni: http://www.wikimedia.ch Stefania Prestigiacomo Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Stefania Prestigiacomo (Siracusa, 16 dicembre 1966) è una imprenditrice e politica italiana. Milita nelle file del Popolo della Libertà ed attualmente ricopre la carica di Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del Governo Berlusconi IV, in carica dall’8 maggio 2008. Figlia di imprenditori siracusani. Sposata con Angelo Bellucci, notaio, coordinatore provinciale di Forza Italia, nel 1990, a 23 anni…… È titolare del 21,5% della Fincoe di Casalecchio di Reno (BO), quota che detiene anche sua sorella Maria Pia e il papà Giuseppe, vicepresidente di Confindustria a Siracusa col 10%. I 3 insieme hanno la maggioranza assoluta dell’azienda, holding di famiglia con radici a Bologna ma interessi in Sicilia. La Fincoe è proprietaria al 99% della Coemi Spa di Priolo (SR), la Coemi controlla il 60% della “Vetroresina Engineering Development” (Ved) di Priolo (SR), il 22,5% della Ved appartiene al Gruppo “Sarplast s.p.a.” di Priolo (SR) di cui Giuseppe Prestigiacomo ha il 6,5%. La Sarplast dell’attuale ministro dell’ambiente fallì nel 1997 a causa di una serie di incidenti e malattie dei dipendenti e nel 2000 finì sotto inchiesta da parte della Procura di Siracusa con un fascicolo che parla di lesioni colpose. 3 operai hanno avuto figli con malformazioni congenite, altri operai non fumatori si son ritrovati dopo 10 anni polvere nei polmoni, un dipendente morì cadendo da un traliccio, pochi mesi prima un altro dipendente rimase gravemente ferito. Un’irruzione della Polizia nelle aziende dei Prestigiacomo rilevò una serie di violazioni. La procura di Siracusa indaga sul fallimento della Sarplast poiché sono venuti a galla ammanchi di diverse decine di miliardi di vecchie lire sottratte alle casse della società madre e di quelle controllate, attraverso numerose operazioni illecite. Alle grane che riguardano salute e la sicurezza dei dipendenti delle aziende dei Prestigiacomo, si aggiunge la grana del crack Sarplast e le pendenze col fisco per 6 miliardi di vecchie lire accumulate in un triennio. Il maxiemendamento del precedente governo Berlusconi che escluse dalla punibilità i reati tributari e quelli connessi al loro occultamento, permisero alla Procura siciliana di avviare un’indagine per bancarotta poiché nel 2003, l’allora presidente Ciampi non firmò la tanto agognata amnistia….

2 anni e 5 mesi fa

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