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Decorazioni di Natale riciclate da vecchie lampadine
(0 punti) (0 commenti)molto bella la lampadina, ma opterò per qualcosa di più facile e meno dispendioso dal punto di vista ecologico economico.
5 mesi e 2 settimane faEdoardo stoppa, il fratello degli animali a Striscia sarà vegano o no?
(0 punti) (0 commenti)i vegani se ci alimentiamo come madre natura vuole (l'uomo non è onnivoro per natura, ma per abitudini, circostanze, tradizioni), se rispettiamo quella che è l'alimentazione naturale concepita dalla natura per noi, non abbiamo bisogno di cercare la vitamina B12 negli animali, ma neppure negli integratori. LA NATURA UMANA E' VEGANA!!! Purtroppo c'è troppa disinformazione in giro, e le abitudini alimentari anche dei vegani sono soggette a troppe variabili innaturali, da qui i miti sulla B12 (le carenze nutrizionali sono sempre relazionate con un'alimentazione che impedisce l'assorbimento degli stessi- vedi: alcol, droghe, fumo, zuccheri, sali, etc etc tutte cose inorganiche che giorno dopo giorno lasciano tossine, interferiscono con una corretta digestione e assimilazione dei veri nutrienti, contenuti nei veri cibi), la carne contiene sostanze che il nostro corpo non può digerire, di conseguenza rimangono ad intossicarlo…. il nostro corpo non è fatto per mangiare carne, allora perché accettare, chiudendo gli occhi, il fatto che si sfruttino come oggetti, come macchine produttrici di cibo, in questo caso, altri esseri viventi? uno è libero di scegliere certo, ma almeno che lo faccia sapendo come stanno le cose. il fatto poi che non tutti riescano ad esprimere amore diretto verso un animale non vuol dire niente, da piccola mi hanno abituato a vedere gli animali come esseri da cui stare lontana per ragioni igieniche ed altro, purtroppo mi è mancato il poter abbracciare un cane o una mucca…e molte volte adesso, lo desidero, ma non riesco ancora, però non farei mai del male ad un animale; sempre, anche quando mangiavo ancora carne non riuscivo neppure ad ammazzare una mosca per quanto noiosa e portatrice di microbi, potesse essere. un mondo migliore, un mondo evoluto non può considerare gli altri esseri viventi o in genere i più deboli a suo comodo, a suo uso e consumo, ci sono, purtroppo, ancora tante cose da fare, tante ingiustizie, non solo verso gli altri animali, ma anche tra noi uomini per riuscire a vivere in pace senza farci danno a vicenda, essere vegano tra tutto ciò che si può fare è sicuramente la cosa più facile, perché è una scelta personale e il miglioramento che si ottiene in salute e spirito non ha paragoni. il veganismo, che che se ne dica, sicuramente è giustizia, e la pace non può fare a meno della giustizia. se poi uno vuole mangiare una carcassa affari suoi, non dimenticate però che tutti gli animali morti (naturalmente o ammazzati) dal momento che smettono di vivere vanno in decomposizione, il fatto che una bistecca dopo un mese (o molto meno) in frigorifero sia inguardabile, e nessuno penserebbe di mangiarsela, non vuol dire che quella decomposizione sia iniziata a tot giorni dalla morte, la decomposizione inizia nel momento stesso in cui l'animale muore, e se pure le tossine, la carica batterica è inferiore sempre è presente e poco a poco avvelena il corpo di chi la mangia, non abbiamo il sistema digerente di un carnivoro o di un saprofago come gli avvoltoi. Anche io conosco cacciatori (ci sono nata in mezzo) che hanno grande rispetto per gli alberi, che non appiccherebbero mai un fuoco, che garantiscono con la loro presenza un certo ecosistema, e che hanno rispetto anche per le specie protette o in via d'estinzione, che salverebbero un cinghialetto e lo adotterebbero se rimasto senza madre, però da adulto se lo mangerebbero ugualmente…. il punto non è solo salvare una specie, il punto è che ogni individuo deve essere rispettato per quello che è, e coccolare un animale, farlo vivere dove e come meglio abbia diritto per poi ucciderlo è incoerente ed ipocrita, non posso far del bene a qualcuno per poi approfittarmi di lui, questo grande equivoco mi fa pensare alla favola di Hansel e Gretel, e la strega che gli fa ingrassare per poi infornarli, è orribile, e per niente umano.
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Tg5: "Chiudono Green Hill". Ma agli antivivisezionisti non risulta
(0 punti) (0 commenti)purtroppo quel che è stato è stato, non posso basare le mie decisioni attuali sugli sbagli commessi nel passato, non posso accettare normalmente la vivisezione perché "forse" in determinati casi ha portato dei benefici per la mia vita attuale, non posso vivere in base ai se (se non avessimo fatto quelle sperimentazioni oggi saremo ancora a morire di raffreddore…o forse: se, non avessimo fatto quelle sperimentazioni avremmo trovato comunque un modo per non morire di raffreddore) non posso continuare a fare la guerra o ad approvare che si faccia anche se mi dimostrassero che senza l'intervento americano in italia (che fra le altre cose ha fatto del mio paese il centro abitato con più vittime - in proporzione al numero di abitanti- per essere stato bombardato per "errore" si dice, proprio dagli eroi americani) saremo ancora dei morti di fame, senza pane ne libri. Oggi devo guarda a quello che oggi posso fare: e non credo che quanto asserito da esperti in campo scientifico, medico… come il dottor Stefano Cagno, non debba essere tenuto in considerazione: intervista al dottor Stefano Cagno che spiega l'inutilità della vivisezione Dottor Cagno, subito una domanda molto secca: è indispensabile la vivisezione per la ricerca scientifica? No. Non solo non è indispensabile, ma è dannosa. Utilizzare animale per la ricerca è un grave errore che storicamente ha provocato solo danni alla salute umana, anche se, fino ad un recente passato, i mezzi di comunicazione di massa hanno taciuto su tutto ciò. Così la gente ha continuato a pensare che la morte degli animali nei laboratori potesse essere di qualche utilità per il progresso scientifico. Nonostante ciò che dicono i vivisettori, il problema è molto semplice: nessuna specie animale può essere un valido modello sperimentale per nessun'altra specie, esseri umani compresi. Quando, ad esempio, dimostro che una sostanza è terapeutica e innocua nei ratti, devo poi comunque sperimentarla sugli esseri umani per capire se veramente ciò che ho visto negli animali si verifica anche nella nostra specie. Infatti prima di commercializzare un farmaco è indispensabile e obbligatorio per legge sperimentarlo anche sui nostri simili. Se la vivisezione fosse scientificamente valida perché bisognerebbe compiere anche la sperimentazione umana? Un altro problema è l'impossibilità di stabilire a priori la specie animale più simile alla nostra. Basta infatti la presenta o l'assenza di un enzima per cambiare il comportamento di una sostanza passando da una specie ad un'altra e questo non si può sapere a priori, ma solo dopo avere sperimentato sui nostri simili. Credo che per comprendere l'errore che sta alla base della vivisezione e i danni provocati sia sufficiente citare alcuni semplici dati. Il 54% delle sostanze cancerogene, ossia in grado di provocare cancro, per i ratti non lo sono per i topi. Come possiamo sapere a priori se gli esseri umani si comportano come i ratti o come i topi? Il 52% dei farmaci commercializzati negli USA, ossia nella nazione tecnologicamente più avanzata, hanno provocato gravi reazioni avverse che non si erano verificate nei test sugli animali. Tutto ciò provoca la morte ogni anno negli USA di circa 100.000 cittadini. Come è cambiata la prospettiva del fenomeno negli ultimi dieci anni? A livello di comunità scientifica purtroppo è cambiata molto poco. Sempre più laureati in materie scientifiche dichiarano la propria avversità alla vivisezione, ma i vertici universitari e le industrie chimico-farmaceutiche rimangono ancorate alle vecchie impostazioni del passato. La società civile, invece, sta dimostrandosi sempre più aperta verso le tesi antivivisezioniste e tutto ciò è la migliore premessa per un cambiamento quanto mai auspicabile, nell'interesse degli animali ma anche degli esseri umani. Quali sono stati i passi più importanti nei metodi alternativi di ricerca? Non è mai stata dimostrata la validità scientifica della vivisezione e quindi ritengo che potrebbe essere abolita anche senza la possibilità di sostituirla con alternative. Tuttavia le alternative esistono. Alcune sono molto vecchie, come gli studi epidemiologici che hanno reso possibile l'individuazione di tutti i fattori di rischio per le malattie cardio-circolatorie. Altre sono più moderne, come le colture cellulari che forniscono dati parziali, perché riferiti non ad un organismo in toto, ma comunque veritieri perché prodotti utilizzando materiale biologico (le cellule) della stessa specie per la quale stiamo compiendo la ricerca. Ultimamente poi possiamo contare sui sussidi tecnologiche sempre più raffinati: pensiamo al cosiddetto brain imaging (TAC, RMN, PET), alla clonazione cellulare, alle cellule staminali eccetera. Tutte queste possibilità e altre ancora rendono ogni giorno sempre più indifendibile scientificamente il ricorso agli animali nella ricerca. Come può un consumatore scegliere e riconoscere prodotti (cosmetici e non solo) che non utilizzano tale pratica nelle fasi di testing? Per quanto riguarda le terapie, non esistono soluzioni al problema. Tutti i farmaci, ma anche le altre sostanze terapeutiche naturali, sono stati comunque sperimentati sugli animali. Per i cosmetici il discorso è differente. Dal 1976 esiste una direttiva europea che impone di sperimentare i principi attivi dei cosmetici sugli animali. Se quindi vogliamo essere sicuri di non comprare cosmetici testati sugli animali, dobbiamo acquistare prodotti i cui componenti sono entrati in commercio prima del 1976. In quanto alla famosa dizione “prodotto finito non testato sugli animali” bisogna stare molto attenti perché non vi è alcun obbligo di testare i prodotti finiti, ma solo i principi attivi. A questo proposito consiglio la lettura di un libro interessante e utile al tempo stesso intitolato Guida ai prodotti non testati sugli animali di Antonella De Paola (Edizioni Cosmopolis) Ed uno studente universitario che ha intrapreso studi veterinari o medici può evitare questa pratica? In Italia esiste una legge (n° 416 del 1993) che garantisce agli studenti ed ai lavoratori il diritto di obiezione di coscienza alla vivisezione per motivi etici. Fino ad ora l'Università ha mantenuto un atteggiamento oscurantista, ostacolando in tutti i modi la possibilità per gli studenti di conoscere questo loro diritto. La legge prevede che non vi sia alcuna forma di ritorsione nei confronti degli obiettori. Inoltre i professori dovrebbero garantire agli studenti laboratori didattici alternativi a quelli che impiegano animali. Ho detto dovrebbero perché in realtà questi laboratori non vengono mai istituiti, poiché creerebbero una cultura alternativa a quella dei vivisettori e questo fatto sarebbe per loro destabilizzante. Come vede il fenomeno da qui a 10 anni? Ogni anno che passa il fronte antivivisezionista aumenta sempre di più. Internet ha dato la possibilità a tutti di informarsi su un tema come quello della vivisezione per il quale vi era stata, in passato, una assoluta censura da parte dei mezzi di comunicazione di massa. Oggi chiunque ha la possibilità di leggere montagne di documenti che dimostrano i danni prodotti dalla vivisezione sulla salute umana e le atrocità compiute nei laboratori in nome di una falsa scienza, funzionale solo agli interessi di chi la compie. La tecnologia, inoltre, ci sta dando un grande aiuto. Così risulta chiaro a tutti lo scandalo dei vivisettori che impiegano metodi di ricerca vecchi di decenni, quanto non di un secolo. Nell'era della tecnologia avanzata, non può essere giustificata la prosecuzione di test come, ad esempio, il Draize Test nel caso della cosmesi, in cui spalmiamo i cosmetici negli occhi di conigli immobilizzati in apparecchi di contenzione e li teniamo in questa condizione per giorni interi. Oggi anno ogni industria in ogni settore mette sul mercato nuovi prodotti, più belli, più funzionali, più sicuri, ma le industrie dei cosmetici applicato ancora il Draize Test che è stato inventato nel 1944! La gente non è stupida e ora, che grazie ad Internet è finalmente informata, comincia a capire l'inganno a cui è stata sottoposta negli anni passati. ho preso l'intervista da: http://www.ecplanet.com/node/2763 http://www.peacelink.it/animali/a/8541.html
4 mesi e 1 settimana fa