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We can solve it. Al Gore lancia la sua sfida: 100% dell'energia dalle rinnovabili entro 10 anni
(1 punto) (0 commenti)Gli USA sono importatori di petrolio da anni e dove, faccio il cinico, e dove fanno guerre per impossessarsi del petrolio gli va male. Le energie rinnovabili muovono soldi e fanno guadagnare. Le grandi company avranno solo una parte del mercato dove la dimensione conta. Il resto sarà degli autoproduttori. La Norsk Hydro ha dimostrato che gli utili crescono con le nuove tecnologie, perché le compagnie statunitensi non dovrebbero iniziare la conversione se questo porta alla creazione di utili? (Ho fatto un ragionamento senza entrare nella utilità sociale, ho cercato di pensare come fa un amministratore delegato)
3 anni e 6 mesi faScec, economia e solidarietà alla napoletana
(0 punti) (0 commenti)Se il problema è lo sconto non vedo la necessita dello SCEC. Faccio molti acquisti attraverso il mio GAS e sono attivo nel DES della mia città. Condivido molti punti dell'analisi che ha portato alla scelta SCEC ma non la scelta stessa. Da noi forse si partirà con una esperienza parallela fra i pochi pareri contrari c'è il mio. Alla fine l'obiettivo non è lo sconto ma una moneta alternativa (fuorilegge). Che sia fuorilegge non mi preoccupa almeno dal punto di vista della discussione. Ritengo assurdo parificarle all'euro e per di più con un cambio uno a uno. Io sento queste cose demagogiche, pur avendo utilità nell'avvicinare persone a movimenti in cui i principi ispiratori sono la sobrietà e la decrescità. Non trovo assurdo il concetto di preoccupazione per l'inflazione, magari riscritto levando il laggiù…. Inflazione si crea anche con l'aumento dei consumi e con l'accelerazione nello scambio di moneta. Resta comunque velleitario pensare che esperienze di nicchia, anche se importanti, possano aumentare l'inflazione in una città. Nelle discussioni su SCEC ed esperienze parallele non ho mai avuto risposta sddisfacente ad un quesito: se io sono operatore commerciale o fornitore di servizi e riutilizzo lo SCEC per i miei consumi privati faccio evasione fiscale o no? Secondo me si. Mi piace l'immagine mentale dello sconto che cammina a cui però contrappongo quello dello sconto che sta fermo. Nei circuiti che frequento lo sconto l'ho già, sia negli acquisti collettivi del GAS sia in quelli individuali come consumatore critico.
3 anni e 7 mesi faDario Fo: l'apocalisse rimandata ovvero il futuro senza petrolio
(0 punti) (0 commenti)Dimenticavo, a me Grillo non sta pienamente simpatico, ma le persone che collaborano con lui e gli danno le dritte sulle comunicazioni che fa sono spesso i migliori dei loro campi. Ne cito tre su tutti: Pallante Sachs e Montanari. Alcuni altri sono dei visionari senza contatto con la realtà. I tre sopracitati sono dei fuoriclasse nei loro settori e per chi non li conosce vale la pena di perdere una mezzora. Si ha il sapere di Grillo direttamente dalle sue fonti.
3 anni e 8 mesi faDario Fo: l'apocalisse rimandata ovvero il futuro senza petrolio
(0 punti) (0 commenti)iuppe, le cooperative nella storia italiana hanno rappresentato un momento importante dello sviluppo, sia quelle bianche sia quelle rosse. Ti parlo non di oggi ma del 1880 1920. Cooperative, società di Mutuo soccorso e altre realtà hanno permesso lo sviluppo del paese a volte di più e meglio di molta parte del capitalismo italiano che spesso ha vissuto sulle spalle del governo di turno periodo fascista compreso. Basta pensare alla FIAT in anni passati e all'Alitalia di adesso. Sulla economia di scala che ottimizza ad un certo livello la produzione pienamente d'accordo. C'è da fissare quale è il livello e la pericolosità del concentrare le produzioni. Rende il sistema più fragile. Oggi il blocco totale ed improvviso di una megacentrale, prendiamo Polesine Camerini a caso, provoca un black out certo. La concentrazione di produzione come in una centrale nucleare porta ad una "militarizzazione" della società per motivi di sicurezza. Non ci sono solo gli eventi naturali, pensiamo alla centrale Krsko in Slovenia costruita a meno di 10 chilometri da una faglia attiva e costruita per sostenere terremoti che in zona sono stati superati due volte negli ultimi decenni, ci sono atti di potenziale terrorismo. C'è la gestione delle linee ferroviarie che trasportano le scorie. Se lancio una bicicletta bomba contro un pilone eolico faccio un certo tipo di danno, se lancio un aereo contro una centrale ne faccio un'altro. Sulla degenarazione delle cooperative pienamente d'accordo. Ci sono finte cooperative a bizzeffe per costruire case, finte cooperative che hanno anticipato il lavoro interinale. Ci sono cooperative che non hanno più senso di essere tali per la loro dimensione, dove i soci lavoratori o consumatori non contano un picchio. Per le megacooperative sarebbe meglio che seguissero la strada delle banche popolari, cooperative anche esse, che sono entrate in borsa e si muovono come le altre società. Ci sono anche cooperative, specialmente le piccole, che fanno ancora egregiamente il loro lavoro. Le uniche vere cooperative sono loro.
3 anni e 8 mesi faDario Fo: l'apocalisse rimandata ovvero il futuro senza petrolio
(0 punti) (0 commenti)La ricerca non si sospende mai in nessun campo. Le applicazioni vanno valutate in termini di convenienza ed eticità (che sono estremamente relativi alle persone ed ai contesti). Nirvene mi ha fatto sorridere per quella frase che non ho mai trovato espressa prima. Potrebbe aver ragione lui, io temo di no. La risposta? Ci vorranno cento o duecento anni. Da come la vedo io mi dò vincente 10 a 1. Non scommetto perché difficilmente incasserei la vincita… :-))
3 anni e 8 mesi faDario Fo: l'apocalisse rimandata ovvero il futuro senza petrolio
(0 punti) (0 commenti)Fox mi tenevo sul tecnico. Quello che puntualizzi era implicito. Tutta l'energia che si trasporta per lunghe distanze perde. Non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia dove è notoria una rete colabrodo o cola elettricita. Le nuove linee impiantate sono migliori delle vecchie, vedi l'intervento Enel al sud nello svecchiamento delle reti. La dimensione nella produzione di energia è correlata al bisogno di di avere reti lunghe. Uno dei modi per eliminare i bisogni del trasporto di energia è produrla più localmente possibile. Ribadisco che la soluzione ottimale non è scegliere un solo modo di produrla, ma una saggia e corretta diversificazione. Le energie rinnovabili si prestano molto a produzioni decentrate fino al livello di singolo consumatore/produttore e la possibilità di mettere in rete l'eccesso aiuta ad avere produttori consumatori che non vanno in perdita. L'eolico non è utilizzabile in tutta Italia, ma in alcune parti può diventare la fonte principale. Per il solare fotovoltaico lo stesso. In molte città della valpadana non ha rendimenti sufficienti. La geotermia può essere usata in molte parti del nostro paese e le nostre tecnologie sono prime al mondo. Le esperienze toscane insegnano. Quanto ci vuole ad avviare una centrale nucleare dal momento della decisione? La stima è intorno ai 10 anni. Quello che si progetta oggi andrà bene per il 2018 più o meno due anni. Quello che Beppe Grillo e soci stanno scoprendo specialmente in Svizzera e Germania, le reti autogestite di piccole e medie comunità, c'era in Italia fino al 1963, forse sbaglio di un paio di anni. Prima della nazionalizzazione c'era una miriade di strutture locali a volte strutturate come cooperative, che producevano per un paese o due o a volte una città. Erano tutte concentrate su l'unica fonte rinnovabile presente e sfruttata allora a livello di massa: l'acqua. La produzione a livello di rete ha un difetto per le grandi società. Riduce e comprime gli utili che nascono da un oligopolio. Resteranno nelle rinnovabili in mano alle grandi società gli impianti che per economia di scala devono essere grossi. Tutto il resto può passare in grande o piccola parte ai piccoli o ai singoli. Spendendo meno e senza aspettare il nucleare fino al 2020.
3 anni e 8 mesi faDario Fo: l'apocalisse rimandata ovvero il futuro senza petrolio
(1 punto) (0 commenti)Nirvene, mi sorprende, e mi fa sorridere, questa fiducia sul nucleare che si spinge a dichiarare che le rinnovabili sono solo un traghetto verso il futuro. Il problema vero del nucleare sono i costi che non vengono mai calcolati nella produzione dell'energia, ovvero i tempi e i costi di realizzazione e i costi di smaltimento. Nessuna società privata ha mai affrontato il ciclo completo a suo carico fino ad adesso. Il futuro? Si spera che ogni fonte di produzione sia più economica e sicura per l'innovazione che è presente in ogni campo. Tatticamente il nucleare ha un problema. Ha una produzione di energia difficilmente modificabile. La tanto decantata Francia, che ha sovradimensionato nel passato la produzione dal nucleare, ha potuto contenere i costi solo perché paesi come l'Italia prende l'energia in eccesso e la usa o la conserva attraverso tecniche come quella del doppio lago o bacino. Ti sei mai chiesto perché i sistemi di turbine forzate sono concentrati quasi tutti in Piemonte? L'energia nucleare ha dei costi che sono legati all'economia di scala. Quindi le centrali sono "grosse" (il sogno delle centrali bicicletta di Ippoliti che sviluppava un nucleare italiano siffatto e fermato solo mandandolo in galera) con un doppio problema che nasce dal dover essere vicine ai grossi consumi: ridurre l'energia persa nel trasporto e il fatto di dover essere vicine a forti insediamenti umani, per i quali c'è una bassa probabilità di eventi catastrofici ma che portano in se la caratteristica di essere catastrofici. La prima critica al nucleare viene dall'economia, non dall'ecologia. Le centrali si stanno progettando e costruendo in paesi dove il nucleare non è presente e a volte con lo scopo di avere materiale per scopo militare. Negli Stati Uniti decine di centrali verranno dismesse nei prossimi anni. Quasi nessuna verrà sostituita. In Inghilterra, quelle da chiudere vengono rimandate nella dismissione, aumentando i bassi rischi di accidente, ma nessuna viene sostituita. Di queste scelte di sicuro c'è un perché
3 anni e 8 mesi faDario Fo: l'apocalisse rimandata ovvero il futuro senza petrolio
(1 punto) (0 commenti)Dario Fo è prima di tutto un artista ed è abbastanza da imbecilli leggerlo letteralmente. Il primo mondo sopravviverà, la conversione, anche se forse in ritardo è cominciata. I paesi più energivori saranno i più colpiti fino alla conversione. Sopravviveranno anche le società che hanno avuto uno sviluppo minimo. Sul nucleare in Francia e in giro per il mondo non porrei troppa fiducia, il consumo di uranio porterà alla fine anche questa risorsa (non ho mai visto curve du Hubbard su questa risorsa scarsa), ed ahimè, le guerre per il petrolio potrebbero trasformarsi in guerre per l'uranio. La soluzione? Passare il più velocemente possibile, decine d'anni, alle fonti rinnovabili e al risparmio energetico. Non una sola fonte ma molte. E per i credenti pregare :-)
3 anni e 8 mesi faGanapini: "Nessuna discarica a Chiaiano. Basta quella dimenticata di Caserta"
(2 punti) (0 commenti)Terribile! Ganapini descrive un percorso che è alternativo agli inceneritori chiaro e preciso. O si crede a lui o a Berlusconi. Dietro gli inceneritori ci sono grossi guadagni per i soliti noti. Dietro quel 30% di alcune provincie campane ci sono aree di eccellenza di, purtroppo, pochi comuni. Sei mesi sono pochi per cambiare la raccolta in tutta la Campania, ma per ogni comune che passa alla differenziata il tempo si allunga di minuti ore e giorni. Come dice Ganapini il cuore del problema è Napoli città, lì ci vorrà più tempo. Il terribile era riferito alla discarica nuova e dimenticata. Significa che alcuni amministratori, sia politici sia burocrati, sono imbecilli o qualcosa di peggio. E qui non è un discrimine fra maggioranze o minoranze, l'imbecillità o peggio è trasversale.
3 anni e 8 mesi faVedi tutti i commenti di franco2005.
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Spagna: nuovo impianto che sfrutta l'energia delle onde
(1 punto) (0 commenti)Credo che una cosa simile sia già in funzione in Portogallo costriuto dalla Norsk Hydro. Il primo nome era Salamis. Ne avevano fatti due sperimentali un paio di anni fa e poi ho letto di un ordine recente di un numero più elevato. Qui si parla di boe ancorate, Qualcuno ne sa di più della esperienza portoghese? Dal poco che ne capisco la produzione di energia dipende dall'altezza dell'onda e dalla sua regolarità. Le due esperienze sono entrambe oceaniche, il Mediterraneo potrebbe offrire caratteristiche analoghe? Condivido la battuta sulla Svizzera. :-)
3 anni e 2 mesi fa