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Noleggiare un albero di Natale

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Tanto di cappello a Scotty Martin per la sua impresa che offre realmente la soluzione con la più bassa impronta ecologica possibile riguardo all’esigenza specifica. Non capisco, invece, che cosa c’entri la proposta puramente commerciale dell’IKEA che, come sempre accade nella comunicazione di quell’azienda, risulta camuffata da iniziativa ambientalista senza minimamente esserlo nella realtà. Basta, infatti, confrontare le due iniziative per comprendere che : 1) Ikea non noleggia nulla, vende e se restituisci finanzia con il 27,5 % del prezzo pagato il WWF associazione da tempo complice, per biechi motivi di comarketing, nella costruzione della sua immagine di azienda preoccupata alla sostenibilità ambientale del suo business. Quindi, in ultimo, IKEA non fà altro che finanziare la costruzione di questa sua falsa immagine presso i consumatori. 2) Gli alberi di natale di IKEA non hanno alcun certificato di origine che ne garantisca la coltivazione con metodiche biologiche o biodinamiche. Nè potrebbe essere altrimenti visto il prezzo a cui vengono “venduti” che è incompatibile con qualsivoglia possibilità di trasparenza sul rispetto della sostenibilità ambientale. 3) Non viene rilasciato alcun certificato di riutilizzo. Ikea afferma soltanto che quelli “in buone condizioni” saranno ripiantati. In pratica nessuno visto che vendono estirpati,trasportati e venduti a radice nuda, e tenuti per almeno 1 mese in appartamento per cui non riattecchiranno mai. E che gli altri saranno triturati per essere utilizzati come truciolare, cioè che gli acquirenti in tal modo pagheranno due volte una parte della materia prima che costituisce il mobile IKEA che prima o poi andranno ad acquistare. Mi spiace veramente che anche sui blog specializzati nelle tematiche della difesa dell’ ambiente si continui a mischiare il sacro ed il profano semplicemente perchè non si ha il coraggio di andare contro i miti delle aziende ambientalmente sostenibili, come è il caso di IKEA, che la pubblicità costruisce per incrementarne i profitti. Cordiali saluti P.S. : Per rendere chiaro quale sia il reale rapporto che IKEA stabilisce tra profitti e difesa dell’ ambiente, mi permetto di allegare il link ad una iniziativa di una organizzazione ambientalista tedesca che, a mio parere, ne chiarisce i reali termini: http://www.rainforest-rescue.org/mailalert/646/ikea-stop-palm-oil-candles-and-save-the-habitat-of-130-orangutans

1 anno e 6 mesi fa
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Ikea e WWF sotto l'albero di Natale per salvare l'Orso Marsicano

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Tanto di cappello a Scotty Martin per la sua impresa che offre realmente la soluzione con la più bassa impronta ecologica possibile riguardo all'esigenza specifica. Non capisco, invece, che cosa c'entri la proposta puramente commerciale dell'IKEA che, come sempre accade nella comunicazione di quell'azienda, risulta camuffata da iniziativa ambientalista senza minimamente esserlo nella realtà. Basta, infatti, confrontare le due iniziative per comprendere che : 1) Ikea non noleggia nulla, vende e se restituisci finanzia con il 27,5 % del prezzo pagato il WWF associazione da tempo complice, per biechi motivi di comarketing, nella costruzione della sua immagine di azienda preoccupata alla sostenibilità ambientale del suo business. Quindi, in ultimo, IKEA non fà altro che finanziare la costruzione di questa sua falsa immagine presso i consumatori. 2) Gli alberi di natale di IKEA non hanno alcun certificato di origine che ne garantisca la coltivazione con metodiche biologiche o biodinamiche. Nè potrebbe essere altrimenti visto il prezzo a cui vengono "venduti" che è incompatibile con qualsivoglia possibilità di trasparenza sul rispetto della sostenibilità ambientale. 3) Non viene rilasciato alcun certificato di riutilizzo. Ikea afferma soltanto che quelli "in buone condizioni" saranno ripiantati. In pratica nessuno visto che vendono estirpati,trasportati e venduti a radice nuda, e tenuti per almeno 1 mese in appartamento per cui non riattecchiranno mai. E che gli altri saranno triturati per essere utilizzati come truciolare, cioè che gli acquirenti in tal modo pagheranno due volte una parte della materia prima che costituisce il mobile IKEA che prima o poi andranno ad acquistare. Mi spiace veramente che anche sui blog specializzati nelle tematiche della difesa dell' ambiente si continui a mischiare il sacro ed il profano semplicemente perchè non si ha il coraggio di andare contro i miti delle aziende ambientalmente sostenibili, come è il caso di IKEA, che la pubblicità costruisce per incrementarne i profitti. Cordiali saluti P.S. : Per rendere chiaro quale sia il reale rapporto che IKEA stabilisce tra profitti e difesa dell' ambiente, mi permetto di allegare il link ad una iniziativa di una organizzazione ambientalista tedesca che, a mio parere, ne chiarisce i reali termini: http://www.rainforest-rescue.org/mailalert/646/ikea-stop-palm-oil-candles-and-save-the-habitat-of-130-orangutans

1 anno e 6 mesi fa
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Amazzonia: Greenpeace accusa Nike, Reebok e Adidas di aiutare chi distrugge la foresta

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Basterebbe concedere al compimento dei 18 anni la possibilità di coltivare all' anno 1 o 2 piante per uso personale (1 se in campo aperto, 2 se in vaso) e perseguire inflessibilmente e duramente ogni forma di commercio (escludendo ovviamente la canapa tessile per uso industriale che dovrebbe essere libera purchè sottoposta a seri controlli a campione). Ciò avrebbe l' effetto di ricollegare un piacere (la maria) al lavoro necessario per poterne usufruire, renderebbe non appetibile sotto l'aspetto economico lo spaccio e riaffermerebbe una fondamentale libertà dell' individuo. E cioè che se non contribuisco ad un crimine e non faccio del male a nessuno questa scelta rimane nell' esercizio del mio libero arbitrio di individuo e ne rispondo alla mia morale e alla mia etica. Saluti

2 anni e 11 mesi fa
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Amazzonia: Greenpeace accusa Nike, Reebok e Adidas di aiutare chi distrugge la foresta

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Attenzione SpaceApe101 a fare certe affermazioni ! Non c'è mai una dichiarazione di Ikea che corrisponda sino in fondo alla verità dei fatti . Basta per tutte il tanto, da loro stessi ovviamente, decantato protocollo IWAY cioè il codice di condotta di Ikea in materia ambientale e di condizioni di lavoro ! Su cosa sia in realtà questa ignobile farsa Ti consiglio la lettura dell' articolo di Bailly, Caudron e Lambert, tre giornalisti indipendenti belgi riportato in italiano su "Le Monde Diplomatique" e che troverai a : http://www.monde-diplomatique.it/ricerca/ric_view_lemonde.php3?page=/LeMonde-archivio/Dicembre-2006/0612lm20.01.html&word=Ikea. Se poi volessi farti una idea vera di che cosa è la multinazionale "democratica" e "che vuole bene ai bambini" sono a tua disposizione per eventuali altri interessanti link sul Web. Saluti

2 anni e 12 mesi fa
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Amazzonia: Greenpeace accusa Nike, Reebok e Adidas di aiutare chi distrugge la foresta

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Ecco dimostrato che mostrarsi a parole ambientalmente sostenibili, come ad esempio fà ormai di continuo Ikea, è cosa assai più facile ed infinitamente meno costosa ed impegnativa che non esserlo veramente. E, ovviamente, in questo mondo di stupidi è anche enormemente più vantaggioso dal punto di vista dei ritorni commerciali ed economici. Saluti

2 anni e 12 mesi fa

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