Eolico e mafia: le prime 7 condanne dell'operazione "Eolo"

Prime sette condanne in seguito all'operazione Eolo

A poco più di un anno dall'operazione "Eolo", condotta da Polizia e Carabinieri di Trapani, arrivano le prime condanne: si tratta di sette imputati, tra politici, imprenditori ed esponenti della mafia, che hanno scelto il rito abbreviato. L'accusa di associazione mafiosa è stata confermata dalle condanne e, con essa, il grosso dell'impianto accusatorio. Come riporta Antimafia Duemila

Le condanne riguardano, intanto, i tre imputati che rispondevano di associazione mafiosa: si tratta di Giovan Battista Agate, che ha avuto 8 anni e 4 mesi, come Giuseppe Sucameli, architetto e impiegato al Comune di Mazara del Vallo, e Antonino Cuttone. Tre anni ha avuto l'ex consigliere comunale Vito Martino, imputato di corruzione, come l'imprenditore trentino Luigi Franzinelli, per il quale c'era anche l'aggravante di avere agevolato la mafia e che ha avuto due anni. Un anno e 10 mesi e' stato poi inflitto al socio di Franzinelli, Antonio Aquara. Ha patteggiato la pena (due anni) Melchiorre Saladino; mentre altri due imputati hanno scelto il rito ordinario: sono Francesco Saladino e Baldassare Campana.

L'affare, per i mafiosi, stava soprattutto nella posa delle pale eoliche: movimento terra, prima di tutto, ma anche il resto degli appalti tipici di un cantiere di una centrale eolica. I politici locali, per conto dei malavitosi, facevano in modo che le autorizzazioni arrivassero in fretta e solo alle aziende amiche. Tutto questo in un quadro di sostanziale deregulation del settore eolico in Sicilia, regione che ancora aspetta un Piano energetico.

Via | Antimafia Duemila
Foto | Flickr

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