Le scomode verità dei biocarburanti, gli ambientalisti denunciano la Commissione europea

Biocarburanti, denunciata la commissione europea dagli ambientalisti

Quattro gruppi ambientalisti ClientEarth, Transport & Environment, the European Environmental Bureau e BirdLife International, lo scorso 8 marzo hanno citato in giudizio l'Unione europea per non aver divulgato documenti contenenti prove in merito sia ai danni ambientali, sia all'impennata dei prezzi delle materie prime alimentari che potranno essere causati dall'uso dei biocarburanti.

La posta in gioco è l'obiettivo della Ue di ottenere il 10% dei carburanti da fonti rinnovabili entro il 2020 il che ha generato un industria del valore di cinque miliardi di euro e aperto il mercato alle importazioni da Brasile, Indonesia e Malesia.

I quattro gruppi fecero una prima richiesta di accesso ai documenti lo scorso 15 ottobre 2009 e la Commissione europea rispose che li avrebbe rilasciati entro il 9 febbraio di quest'anno. Effettivamente le ONG sono venute in possesso di una parte dei documenti, ma mancano all'appello molti altri. In alcuni dei documenti si tratta dell'aumento del reddito agricolo nella Ue ma si citano anche preoccupazioni rispetto alla sottrazione di cibo ai paesi più poveri. Altri documenti prospettano un aumento della domanda di terreni e incoraggiano i coltivatori delle zone tropicali, in aree sensibili come zone umide e foreste pluviali, a ampliare i terreni coltivati destinati ai biocarburanti senza tenere conto degli impatti devastanti sull'ambiente.

Sembra sia emersa da una mail che l'impatto ambientale dei biocarburanti non sia sostenibile per l'Europa, si evince solo che se ne dovranno usare ma non viene garantita la riduzione delle emissioni di gas serra.

La questione biocarburanti è all'analisi anche del watchdog P. Nikiforos Diamandouros, mediatore europeo, che ha già criticato la Commissione per non aver reso pubbliche tre lettere che la casa automobilistica Porsche ha inviato all'ex-commissario per l'industria Guenther Verheugen. All'origine del caso la denuncia presentata da Friends of the Earth Europa, che stava cercando di entrare in possesso dei documenti nell'ambito del dibattito sulla normativa per ridurre le emissioni di carbonio delle autovetture.

Via | Euractiv
Foto | Flickr

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