Randagismo, un anno fa moriva il piccolo Giuseppe Brafa. La Lav: "non è cambiato niente"

Randagismo, allarme Lav

Esattamente un anno fa, il 15 marzo del 2009, nel territorio di Scicli, in provincia di Ragusa, moriva sbranato da un branco di cani randagi totalmente fuori controllo il piccolo Giuseppe Brafa, di appena otto anni. Appena due giorni dopo gli stessi cani aggredivano una turista tedesca in spiaggia scatenando il panico tra la popolazione e feroci critiche sulla gestione dei randagi nel ragusano, in Sicilia e in tutta Italia.

Oggi, in Sicilia, assai poco è cambiato. O almeno così la pensa la Lav che proprio oggi ha diramato un comunicato in cui fa il punto, a 365 giorni di distanza dalla tragedia, sulla gestione dei cani randagi nell'isola. Secondo la Lav, infatti, sono stati pochi o nulli gli interventi sul territorio per contrastare il randagismo nell’intera Sicilia, una regione dove il problema è gravissimo:

Tutto è stato lasciato alla serietà e alla passione del volontariato e a sporadiche iniziative di enti locali, tranne che a Ragusa dove è stata possibile una lodevole e continuativa collaborazione tra l’Assessorato al Territorio della Provincia Regionale, alcuni dei Sindaci e degli Assessori dei Comuni iblei (Ragusa, Scicli, Vittoria, Santa Croce Camerina, Ispica, Pozzallo), alcuni uffici del Sevizio Veterinario dell’ASP e le Associazioni Animaliste e dove l'iniziativa del Prefetto ha consentito di avviare il controllo del territorio

A Ragusa, dove c'è scappato il morto, qualcosa è qundi migliorato. Nel resto della Sicilia, invece, poco o nulla. La Lav, ad esempio, nega che il famoso "progetto pilota" della Regione e del Ministero della Salute sia mai partito:

La LAV sollecita la riconvocazione, a Palermo, del Tavolo Tecnico Regionale e, parimenti a Ragusa, dell’Unità Operativa Territoriale per il coordinamento dei lavori e il concreto reperimento dei fondi necessari ad attuare i programmi d’intervento del cosiddetto “progetto pilota”, inerenti le campagne di sterilizzazione dei randagi e dei cani di quartiere, l’attivazione dell’ufficio provinciale diritti animali, la formazione didattica, le campagne di adozione e l’incentivazione delle attività di anagrafe canina e di tutela degli animali

Via | Comunicato stampa

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