Sardegna: disastro ambientale evitato in extremis

Tracimazione acqueQualche giorno fa abbiamo parlato della delicata questione riguardante il pericolo tracimazione delle acque ricche di metalli pesanti di una ex miniera sita nel piccolo centro di Furtei nella Provincia del Medio Campidano in Sardegna. Ebbene la bomba ecologica di cui abbiamo parlato appena qualche settimana fa, stava per trasformarsi nei giorni scorsi in vero e proprio dramma arrivando ad un passo dall’esplodere davvero.

A disinnescarla, appena in tempo, i tecnici della Sardinia Gold Mining e gli specialisti inviati dal Comune di Furtei nella miniera d’oro. Infatti, nella notte fra mercoledì e giovedì scorso, a causa della forte pioggia, il bacino di contenimento delle acque della ex miniera ha raggiunto il punto critico e la pompa di sollevamento che rilancia i veleni in un invaso più a monte è andata in avaria. A scongiurare il peggio è stata la prontezza degli operai che l'hanno sostituita con un’altra più efficiente evitando quindi il dramma.

Ancora qualche minuto, fanno sapere le persone che hanno vissuto quei minuti infuocati, e sarebbe stato il disastro: l'acqua della ex miniera d'oro carica di cianuro, arsenico, mercurio, ferro, zolfo avrebbe iniziato a riversarsi nei vicini torrenti inquinando i canali circostanti che servono le utenze di numerosi centri della piccola Provincia sarda e di quella di Cagliari.

Dopo lo scampato pericolo resta però alto l'allarme e i cittadini chiedono a gran voce che si ponga una volta per tutte la parola fine a questa situazione deplorevole. Il sindaco del Comune di Furtei chiede un impegno forte da parte della Regione Sardegna la quale, oltre a doversi attivare per un dovere politico e morale verso il proprio territorio, è anche rimasta l’unico ente a partecipazione societaria attiva, detenendo il 10% delle azioni della società aurifera, dopo il fallimento dovuto a guai finanziari della Sardinia Gold Mining ovvero l'azienda che gestiva la miniera.

Il pensiero del Sindaco è ovviamente anche quello di tutti i cittadini dei Comuni circostanti i quali più di tutti sperano si possa attivare finalmente un serio piano per dar via alle bonifiche e al ripristino naturalistico di quest’area vasta 511 ettari e maledettamente compromessa.

Le parti politiche del territorio chiedono quindi che questo benedetto piano di riconversione dell'area veda finalmente la luce, ponendo fine allo stato di emergenza che si fa particolarmente incombente soprattutto nel periodo delle piogge, con le acque che minacciano in continuazione proprio in questi periodi di fuoriuscire dalle vasche e dai bacini.

Si riuscirà a porre la parola fine e far in modo che il territorio possa finalmente tornare a respirare? Ormai non ci si può più nascondere e chi di dovere deve dare risposte serie al più presto.

Via | Lanuovasardegna.it
Foto | Flickr

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