Venezuela: il risparmio energetico diventa una necessità a causa della siccità

Siccit� Ricordate quando, tempo fa, su Ecoblog parlammo del Venezuela in relazione ai numerosi black out nella capitale Caracas? In quell'occasione riportammo notizia di come il presidente Hugo Chavez proprio a causa di questo problema avesse licenziato uno dei suoi Ministri, ritenuto, a suo dire, responsabile di quanto stesse accadendo.

Se però in quella occasione si sospettava del fatto che si trattasse soltanto di una mossa per non ridimensionare l'immagine politica del Presidente, sembra che ora non rimanga più alcun dubbio sul fatto che si sia voluta nascondere una realtà ben più complessa. La situazione infatti, soprattutto nella capitale Caracas, è arrivata al limite del collasso.

L'energia elettrica è infatti economizzata e se non pioverà presto si rischia seriamente il black-out elettrico. Sembra strano sia così, considerato che il Venezuela, uno dei Paesi più ricchi di petrolio nel suo sottosuolo, abbia il proprio mix energetico costituito in percentuale preponderante dall'idroelettrico.

Nel particolare la capitale Caracas è alimentata energeticamente dall'immensa diga Guri, lungo il fiume Caroni. Il bacino in questione però, proprio a causa di una pericolosa siccità si sta prosciugando e mancherebbe poco per arrivare al livello critico. Se l'acqua andasse sotto i 240 metri non si potrebbero più attivare le turbine e Caracas potrebbe incredibilmente rimanere al buio.

Nella capitale si teme il peggio e non si parla d'altro; il risparmio energetico, opportunità di sviluppo qui da noi, diventa invece la discussione principale fra i cittadini oltre che tema di copertina nei giornali e nelle tv locali. La classe politica dirigente è ovviamente sotto l'occhio del ciclone per non essere stata capace in tutti questi anni di far fronte ad un simile problema.

Il presidente Hugo Chavez dal canto suo invita tutti alla calma e dalla tv di Stato continua a lanciare appelli di virtuosismo energetico e razionalizzazione dell'acqua, annunciando che a breve le misure già drastiche di risparmio subiranno ulteriori restrizioni. Fra le soluzioni individuate anche quella di prolungare di una settimana le festività pasquali in modo da ridurre la produzione industriale e non consumare quindi tanta elettricità.

La situazione è quindi al collasso e visti i tempi troppo ristretti per trovare un'altra soluzione energetica, sembra non vi sia al momento altra speranza che non quella di aspettare la pioggia. Stiamo a vedere cosa accadrà, nella speranza ovviamente, si possa parlare di una soluzione a minore emergenza.

Via | Diariosur.es; Elmundo.es
Foto | Flickr

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