Nucleare da asporto: Russia e Usa rispolverano i progetti di centrale portatile. Chiamatele "Nukebooks"

Russia e Usa rispolverano i progetti di nucleare portatileDopo aver letto la notizia su Nuclear News non sapevo se ridere o se piangere. Così, per evitare sia l'una che l'altra soluzione, mi sono inventato il neologismo: "nukebook". Così, d'ora in poi, chiamerò le centrali nucleari portatili che, a quanto pare, sia Russia che Stati Uniti starebbero progettando.

Nel caso russo si tratterebbe di vecchi progetti militari, poi abbandonati, che a detta dell'agenzia di stampa Ria Novosti starebbero tornando in auge. Addirittura con un programma congiunto russo-bielorusso finanziato con fondi pubblici. Obbiettivo finale: 70 mini impianti, dei quali ovviamente non viene fornito alcun dettaglio, destinati alla sola Russia.

Negli Stati Uniti, invece, l'azienda privata Hyperion torna alla carica riproponendo la sua micro centrale di cui vi ha parlato Marina un paio di anni fa. Si tratta di un impianto grande come una vasca da bagno (1,5 metri per 2,5) facilmente trasportabile in un comune container via nave, treno o su gomma. Per questo progetto si hanno maggiori dettagli: 70MW termici e 25 elettrici, ciclo di vita di 8-10 anni, combustibile già fornito in dotazione. Una centrale in miniatura "usa e getta", nel senso che non si può ricaricare ma a fine vita va rispedita al produttore.

Il fatto che questa centrale resti ancora allo stato di progetto (e se ne parla dal 2007) la dice lunga sulle sue possibilità di vedere la luce. Molto probabilmente la Hyperion non è ancora riuscita a convincere qualche investitore "pesante" sul fatto che sia un'idea vincente. Molto probabilmente non è un'idea vincente! E', al contrario, un ottimo modo per spargere centrali nucleari dove serve e alimentare (dice il produttore) più di ventimila famiglie "american-style" o altri edifici dal consumo paragonabile, dal palazzo governativo all'università senza dimenticare i casi di emergenza per disastri (proprio il posto dove porterei una centrale nucleare) o le miniere etc etc...

Il "prodotto", sempre secondo Hyperion, funziona da sè e non ha bisogno di tecnici specializzati che stiano tra i piedi a controllare che funzioni a dovere. Mi chiedo solo se, nel pacchetto, forniscano anche le pillole di iodio. Mi chiedo anche, infine, quanto tempo ci metteranno i cinesi a farne il tarocco, ovviamente che funziona male.

Più fortuna sembrerebbe avere un terzo progetto che, in pratica, è una via di mezzo tra le centrali nucleari standard da 1.000-1.5000 MW e le micro centrali: parlo del reattore TWR da 300-500 MW proposto da Toshiba che, negli ultimi tempi, ha suscitato l'interesse di Bill Gates. E, con Bill di mezzo, mi sa che il nukebook del futuro potrebbe essere proprio il TWR.

Sempre che Steve Jobs non decida anche lui di gettarsi nel business nucleare, magari con uno stilosissimo "iNuke"...

Via | Nuclear News, Ria Novosti, Hyperion
Foto | Flickr

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