I termovalorizzatori della Sicilia in mano alla mafia? Raffaele Lombardo: "Ecco i nomi"

Lombardo: il termovalorizzatore di Patern�² doveva essere costruito dal boss Nitto Santapaola

Dopo le recenti notizie fatte trapelare dal quotidiano Repubblica in merito ad una indagine per mafia a carico del governatore siciliano Raffaele Lombardo, il governatore stesso è intervenuto oggi pomeriggio all'Assemblea regionale siciliana per esporre la propria versione dei fatti.

Da sempre Lombardo si professa paladino dell'antimafia e, già in passato, aveva avvertito di tentativi di infiltrazione mafiosa nella gestione delle energie rinnovabili, dei rifiuti e dei termovalorizzatori.

Proprio i termovalorizzatori, in particolare quello che doveva sorgere a Paternò, sono stati oggetto di una parte della sua relazione all'Ars:

Doveva nascere la società Altecoen che faceva capo al capomafia della Sicilia orientale, Nitto Santapaola. Basterà accertare proprietà, passaggi proprietari e valori di vendita, con nomi e cognomi che sono scritti sulle carte, dove ci sono anche le contrade e le discariche più o meno abusive. Lì si costruivano mattoni confezionati da argille contaminate. È tutto nella relazione che abbiamo consegnato alla Procura

Il problema è, però, che la consegna della relazione e le dichiarazioni alla procura sono roba di questi giorni, mentre Lombardo è stato eletto governatore della Sicilia esattamente due anni fa. Maggiore celerità nelle denunce da parte del presidente della Regione avrebbero senza dubbio aiutato a fare chiarezza su un affare, quello dei termovalorizzatori in Sicilia, che ha troppi lati oscuri.

Via | La Sicilia
Foto | Raffaele Lombardo Blog

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