Api diminuite di un terzo negli Usa

Si è da poco conclusa l'ultima indagine sullo stato di salute delle api negli Stati Uniti confermando un quadro a tinte fosche che, forse, molti credevano di avere in qualche misura già superato. Circa un terzo delle api statunitensi sarebbe scomparso nell'arco del solo inverno 2009-2010. E' il dato peggiore di sempre da quando, nel 2006, la questione è stata sollevata.

Lo studio, condotto di recente da parte del Dipartimento Usa per l'agricoltura, risulta essere particolarmente pregnante per l'avvallo degli apicoltori che hanno partecipato all'iniziativa - tra i mesi di ottobre e marzo - in maniera massiccia, probabilmente anche a causa dell'andamento spaventosamente decrescente del settore.

Attualmente il numero stimato di colonie statunitensi si aggirerebbe intorno ai 2,4 milioni ma, secondo il settimanale britannico The observer, sarebbero più di tre milioni le colonie di api morte oltre oceano dal 2006 ad oggi. Il 33,8% di esse nel solo inverno appena trascorso. Nonostante le cause del fenomeno siano da ricercarsi prevalentemente nelle monoculture - che renderebbero questi insetti meno resistenti alle patologie - e nell'uso dei pesticidi nell'agricoltura (già abbondantemente sul banco degli imputati anche a proposito della contrazione di altre specie, tra cui gli anfibi) gli scienziati non sono ancora riusciti ad individuare il motivo esatto della moria delle api tra la'ltro, molto spesso, accompagnata dalla sparizione delle stesse negli alveari con l'ormai noto fenomeno della sindrome della nave fantasma per dell'assenza di api morte all'interno degli stessi.

Il fenomeno, inoltre, non ha effetti catastrofici solo sugli amanti dell'ambiente, degli animali, del miele e degli apicoltori ma rischia di produrre un effetto domino terribile per le nostre economie in genere: si è calcolato, infatti, che circa un terzo dei prodotti di cui ci alimentiamo dipenda in maniera diretta o indiretta dall'impollinazione delle api spaziando dagli alberi da frutto agli ortaggi, ai girasoli, alla colza, alla soia, al cotone e al caffè... Eppure, giurano gli esperti, un'inversione di tendenza in atto esiste ed è quella che viene registrata in città come Londra o Parigi dove le api sembrano cavarsela meglio che in campagna, facendo registrare tassi di mortalità irrisori, forse grazie alle concentrazioni molto basse di pesticidi. E' il caso delle 400 colonie della Ville Lumiere, una delle quali stanziata sul tetto dell'Opera, ciascuna forte di una produzione di miele pari a circa 60 kg...

Via| United States Department of agriculture
Foto | Flickr

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