Piattaforme off shore, Shell: "Nel Canale di Sicilia prevediamo di estrarre 150 mila barili al giorno"

Piattaforme off shore, Shell: \"Nel Canale di Sicilia prevediamo di estrarre 150 mila barili al giorno\"

Incurante del momento di scarsissima stampa di cui, si fa per dire, "godono" le piattaforme petrolifere off shore in seguito al disastro ambientale causato dalla Deepwater Horizon, Shell torna alla carica sulla già contestatissima questione delle esplorazioni nel Canale di Sicilia.

In una recentissima intervista al Corriere della Sera Economia Marco Brun, presidente e amministratore delegato di Shell Italia, torna a parlare delle ricerche sismiche tridimensionali che da qualche mese sta effettuando la Atlantic Explorer al largo delle isole Egadi. E ne parla assai bene:

I risultati della sismica tridimensionale rilevati in mare ci diranno se varrà la pena costruire il primo pozzo esplorativo per scandagliare i fondali che, secondo le nostre rilevazioni, potrebbero custodire un autentico tesoro

Un tesoro che, grazie alle nuove tecnologie in grado di perforare fino a 5.000 metri sotto il fondo del mare, potrebbe ammontare a ben 150.000 barili al giorno. A titolo di esempio, l'attuale Arabia Saudita italiana, cioè la Basilicata, con il suo giacimento in Val d'Agri produce "appena" 85 mila barili al giorno.

Chiarissimi, quindi, gli interessi di Shell tra Sicilia e nord Africa. Altrettanto chiare le preoccupazioni già espresse in varie forme da politici locali siciliani e ambientalisti. Vedremo, all'indomani del disastro nel Golfo del Messico, se a Palermo e a Roma prevarrà il principio di precauzione o il richiamo delle royalties.

Le altre cento e passa trivelle attive nel Mediterraneo, comunque, continueranno lo stesso a pompare.

Via | Corriere della Sera Economia
Foto | Flickr

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