Tutto il Gas che manca all'Italia

braciere

Fa specie pensare che ai russi basta girare una valvola per mettere in difficoltà l’Italia (ma poi perché Berlusconi non risolve la questione con una bella cena con il suo amico Putin?). In ogni caso è ufficiale: abbiamo messo mano alle famose riserve strategiche del gas. I dati dicono che manca all’appello l’11,2% dell’import che in condizioni standard ci serve la Federazione Russa.


Ieri, il presidente dell’Antitrust Antonio Catriclà ha dato la colpa al monopolio dell’energia elettrica e del gas, aderendo come al solito al noto dogma economico per cui la terapia ad ogni male sono le liberalizzazioni. Ma il problema in questo caso non sono tanto i monopoli di Eni ed Enel, quanto il monopolio naturale che la Russia detiene sui suoi strabilianti pozzi metaniferi.


Quello che la nostra classe dirigente stenta o finge di non capire è che il nodo della questione è che l’Italia è un paese che importa la pressoché totalità dell’energia che consuma. Il nostro intero sistema industriale, la nostra economia e la nostra ricchezza si basano su di import che via via sta diventando sempre più fragile e costoso (mentre scrivo il petrolio è a 61,10 dollari al barile).


Per ricordarsi questi capisaldi i nostri politici dovrebbero farsi dei post-it o scriversi sulle mani che le uniche due soluzioni credibili che abbiamo sono il risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.


Sempre il capo dell’Antitrust ha detto: “I prossimi quattro anni non saranno una passeggiata, saranno difficili per i rifornimenti, avremo difficoltà. Non siamo stati lungimiranti”.
Sul fatto che non siamo lungimiranti sono assolutamente d’accordo. Per cominciare a rimediare perché non partiamo proprio dal risparmio energetico? Perché ad esempio non partiamo da un gesto simbolico come quello di spegnere il braciere olimpico (il più grande della storia) che sta consumando 8000 metri cubi di metano ogni ora? Alla fine delle olimpiadi avrà bruciato tanto metano quanto ne consumano 3600 abitanti in un anno, quindi direi che sarebbe un gesto simbolico fino ad un certo punto. Dopodomani il protocollo di Kyoto compie un anno. Dai, facciamoci questo regalo.

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