Nucleare pulito: per la fusione i soldi non bastano, servono altri fondi per il progetto Iter

La fusione controllata, ritenuta da molti la risposta definitiva ad ogni problema di approvvigionamento dell'energia senza aumentare le emissioni di CO2, si fa sempre più lontana.

Il progetto Iter, punta di diamante della ricerca nucleare internazionale (vi partecipano Unione europea, Stati Uniti, Cina, Giappone, India, Russia e Corea del sud), continua ad incontrare problemi. Soprattutto economici.

La Commissione europea ha infatti comunicato all'Europarlamento che i soldi stanziati fino ad oggi per il progetto Iter non basteranno: da un'ipotesi iniziale di spesa di 2,7 miliardi di euro si passa a 7,2 miliardi.

Per portare avanti il progetto, spiega la Commissione, serve un "sustainable financial framework". In altre parole bisogna ridiscutere la questione e tutti gli stati membri devono aprire il portafogli e accollarsi ulteriori spese stabilendo, allo stesso tempo, un limite massimo da non valicare visto che già si sa che ogni ulteriore finanziamento non basterà:

Member States should provide a clear financial commitment throughout the life of the project and a mechanism for dealing with any further overruns should be agreed, subject to an overall cap

E se convincere gli stati membri a pagare sarà difficile (il Senato italiano si è già espresso negativamente in merito un anno fa), in un periodaccio come questo e in aggiunta alle spese extra derivanti dalla crisi greca, ancor più dura sarà convincere i partner fuori dall'Europa:

The critical step for the project is now for the international partners in ITER to agree on the project's “Baseline”, in other words its scope (specifications of the fusion reactor to be built), the schedule (time table for construction) and the cost

Il nucleare, insomma, che si parli fissione o di fusione, puntualmente mostra costi fuori controllo.

Via | Commissione europea
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