Animali come bersaglio mobile a Napoli

Non si fermano, purtroppo, le violenze sugli animali. Un fenomeno raccapricciante, infatti, è venuto alla luce, nei giorni scorsi, durante un'irruzione effettuata dalla polizia a San Giovanni Teduccio, un quartiere alla periferia di Napoli, all'interno dei locali dismessi di un'industria conserviera. I resti di un gatto crivellato di colpi e di altri animali sono stati rinvenuti, a dimostrare l'usuale efferatezza compiuta probabilmente da esponenti della camorra al solo scopo di provare le armi in loro "dotazione".

Secondo le ricostruzioni delle forze dell'ordine, il fatto costituirebbe una vera e propria prassi sul territorio. L'atipico "poligono di tiro", tra un fitto arsenale, composto da pistole, proiettili, fucili a canne mozze e candelotti di dinamite - oltre ad alcune riserve di cocaina -, era perfettamente congegnato per gli "allenamenti". Accanto a sagome antropomorfe, disegnate sui muri similmente a graffiti preistorici e lastre metalliche non potevano mancare, ovviamente, i "bersagli mobili", ovvero i nostri poveri amici animali... Eppure, tra latrati, frastuono e abitudine, pare proprio che nella zona nessuno si sia mai accorto di nulla, nonostante il rinvenimento di cani con ferite d'arma da fuoco nei pressi...

Secondo Francesco Emilio Borelli, poi, il commissario regionale dei Verdi, il fenomeno sarebbe purtroppo in rapida ascesa minacciando sempre più spesso non solo gli animali ma persino le persone, in particolare gli immigrati - ovviamente irregolari - che, previo compenso in denaro, "prestano" parti del loro corpo per fungere da bersagli....

Foto | Flickr

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