"Rompiscatole" e Greenpeace aiutano il tonno rosso.

A inizio anno, pubblicammo "Rompiscatole" la classifica - stilata da Greenpeace - sulla sostenibilità di alcune delle maggiori marche di tonno commercializzato in Italia augurandoci che potesse servire da monito per scelte più responsabili da parte dei consumatori e, soprattutto, dei produttori. I progressi, seppur limitati, non si sono fatti attendere: AsdoMar, ad esempio, da gennaio ad oggi, è passato dalla seconda posizione alla prima sulla base di miglioramenti sostanziali nei parametri di trasparenza; dell'incremento nella percentuale di tonnetto striato - una specie in buono stato e attualmente non a rischio -utilizzata nei propri prodotti e, non da ultimo, sulla base dei tentativi manifestati dalla stessa di "evolversi" verso metodi di pesca più sostenibile (lenza e amo). Callipo, invece, dalla zona "rossa" -considerata la più impattante- è passato a quella “arancio” mentre Rio mare ha promesso che verrà approntato un piano di sostenibilità adeguato entro la fine di quest'anno... Pollice completamente verso, invece, ancora una volta, per Mare aperto STAR e tonno Nostromo, sempre fanalini di coda e insensibili ad atteggiamenti più rispettosi di una specie tanto minacciata...

Eppur si muove! direbbe qualcuno, ma non è ancora abbastanza se è vero che nessuno dei 14 marchi analizzati è ancora riuscito a raggiungere la tanto agognata fascia "verde" che denoterebbe l'aderenza di un prodotto alla piena sostenibilità... Personalmente, tuttavia, continuo a credere che l'ipotesi vegetariana - specialmente in assenza di leggi internazionali e di sanzioni concrete che tutelino realmente le specie ittiche - sia di gran lunga la migliore....

Foto | Flickr

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