Nel 2009, meno Co2 negli Usa grazie alla crisi

Nel 2009 gli Stati Uniti hanno segnato una riduzione nella concentrazione di gas serra nell'atmosfera pari al 7%. E' quanto afferma l'EIA, L’Energy information administration, l’agenzia del dipartimento dell’Energia che si occupa dei dati e delle statistiche del settore e riferisce che sia il valore più alto mai registrato dal 1949, data cui risalgono i primi report energetici.

Un risultato che affascina, soprattutto perché gli Usa non sono certo dei paladini nella battaglia alla Co2, come hanno avuto purtroppo modo di mostrare al vertice di Copenaghen. Eppure, il risultato raggiunto è notevole, malgrado le politiche ambientali adottate siano state spesso inadeguate o insufficienti. Ed il merito è quasi tutto della crisi che, se da una parte affossa gli stili di vita dall'altra li converte in maniera più sostenibile. Infatti - sostengono i vertici dell'EIA - il livello delle emissioni di Co2 dipende da quattro fattori: la popolazione, il Pil, l'intensità energetica (energia utilizzata per produrre un’unità di Pil) e l'intensità carbonica (Co2 emessa per produrre una quantità "x" di energia). Nel 2009 tutti questi fattori, eccettuata la popolazione, si sono drasticamente abbassati migliorando, conseguentemente,lo stato dell'aria negli Stati Uniti. Il vero problema ora, secondo gli esperti, sarà il ritorno alla "normalità", ovvero a condizioni economiche più favorevoli. In assenza di politiche federali e nazionali di supporto al risparmio e all'efficienza energetica, le "buone pratiche" della popolazione e con esse il livello di concentrazione di C02 nell'atmosfera potrebbe ricominciare a regredire pericolosamente annullando gli effetti positivi ad oggi registrati.

Via| enn
Foto | Flickr

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