Polveri sottili: la Commissione Europea punta il dito contro l'Italia

Smog da città Brutte notizie per quel che riguarda il tema delle Polveri sottili; se l'Italia, avverte l'esecutivo Ue, non prenderà le misure necessarie per conformarsi alla normativa europea sulla qualità dell'aria, verranno applicate multe particolarmente severe. L'ultimatum lanciato della Commissione non è comunque un fulmine a ciel sereno dato che la questione va avanti dal 2008 quando, dopo l'attuazione della nuova direttiva europea del 2005 europea sulla qualità dell'aria, alcuni Paesi (fra cui l'Italia) chiesero ed ottennero una proroga di durata limitata per l'adeguamento alle norme in materia di PM10.

Ebbene, pensate che in questi due anni il Governo italiano abbia lavorato per non trovarsi sprovvisto alla scadenza dell'accordo con l'Europa? Manco a parlarne ovviamente, tanto che prima nel gennaio 2009 la Commissione aveva inviato all'Italia una lettera di messa in mora, mentre nel settembre dello stesso anno il Commissario europeo Dimas aveva firmato una prima decisione con la quale informava l'Italia che per valutare una deroga serviva un impegno a livello nazionale.

Purtroppo, come un po' troppo spesso accade alle nostre latitudini, la cosa è stata totalmente disattesa. Arriviamo poi al febbraio 2010, quando la Commissione respinge una seconda richiesta di deroga al nostro Paese da cui l'ultimo avvertimento con il quale la Commissione ha quindi concesso all'Italia 60 giorni per dimostrare di essere in grado di far rispettare i valori limite per il PM10 a partire dal 2011, grazie all'attuazione di un Piano nazionale connesso ai Piani regionali.

L'Italia a tal proposito si è quindi adoperata presentando due notifiche riguardanti circa 80 zone situate in 17 regioni e province autonome. Come è andata a finire? La proposta è stata puntualmente bocciata dalla Commissione che ha respinto gran parte delle richieste, in quanto le zone non soddisfavano tutte le condizioni previste dalla direttiva.

E siamo finalmente ai giorni nostri; è notizia recente del fatto che dall'Italia non siano arrivate nuove notifiche e che la Commissione abbia quindi deciso di inviare l'ultimo avvertimento scritto, dopo di che, se non prenderanno le misure necessarie per conformarsi alla direttiva si rivolgerà alla Corte di Giustizia.

Una spinta in più a far qualcosa di meglio rispetto alle classiche domeniche a piedi? Chissà, di certo bisognerà lavorare in maniera più coesa fra le amministrazioni comunali più popolate per mettere a punto un Piano nazionale di riferimento che possa essere esteso a tutto il territorio italiano. Attendiamoci novità, sperando ovviamente siano di quelle positive.

Via | Lanuovaecologia.it
Foto | Flickr

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