Ecopass a Messina: le proteste di una cooperativa agricola di Comiso innescano il ricorso

Stretto di Messina

Peppe vi aveva già parlato della assurda risoluzione di Messina, ecopass ideato, secondo i proclami politici per contenere il traffico che si viene a creare per il passaggio da Villa San Giovanni alla Sicilia e viceversa (chi passa spesso lo stretto lo sa). La tassa ora rischia di saltare perché una cooperativa agricola di Comiso ha presentato ricorso presso il TAR del Lazio.

Nell'Italia delle mille gabelle, ecco trovata la soluzione dei messinesi, una bella tassa verniciata di verde, che di verde nulla ha: l'ecopass. Insomma la pensata del sindaco Giuseppe Buzzanca servirà certamente a rimpinguare le casse comunali e poco, pochissimo a abbassare le soglie di PM10 causate dall'intenso traffico di auto, tir e camion che ogni giorno passano da un capo all'altro della Penisola. La tassa dovrebbe partire il 1° giugno, almeno così giura il sindaco Buzzanca nonché Commissario Delegato per le misure dell'emergenza ambientale nel settore del traffico e della mobilità.

La cooperativa agricola Baglieri Piccola di Comiso è una delle tante piccole aziende che trasporta merci su gomma anche per conto terzi. L'azienda fa notare nel suo ricorso, che l'Ecopass le costerebbe oltre 100mila euro l'anno. Dunque, non smetterebbe di viaggiare ma certamente dovrebbe aumentare i prezzi per la fornitura del suo servizio a discapito probabilmente di altri aspetti della sua fornitura.

Il TAR del Lazio esaminerà il ricorso il 26 maggio, giusto 6 giorni prima dell'inizio della gabella e il rischio è che tutta l'archittettura fiscale sia bloccata. Con grande soddisfazione dei pendolari.

Via | Tempostretto

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