Auto elettriche: il punto di vista di Renault

Dopo il racconto della visita allo stabilimento Renault di Maubeuge, che si appresta a produrre dal 2011 la Kangoo Express eletrrica, vi propongo nel video su, un intervista a Uwe Hochgeschurtz, Director of Corporate Sales di Renault a proposito del punto di vista dei produttori di auto elettriche in merito al mercato e alle aspettative di vendita.

Sostanzialmente Mr. Hochgeschurtz parla di vantaggi sia nei costi sia di immagine. L'intervista è preceduta da quel che si chiama in gergo giornalistico "pezzo di colore", dove sono raccolti pareri dell'"uomo della strada". I francesi si mostrano in qualche caso scettici, in altri entusiasti, ma convergono su un punto: va ridimensionata la dipendenza da petrolio, almeno nella mobilità.

Il punto è: le auto elettriche sono una azione di greenwashing delle aziende automobilistiche? o una reale soluzione al problema di una mobilità al tracollo nelle nostre città? (Vi risparmio il claim: l'auto elettrica per combattere i cambiamenti climatici). Il ragionamento è complesso. Se vogliamo sganciarci dalla dipendenza del petrolio (per un milione di motivi che ben conoscete) abbiamo bisogno anche di non avere più in circolazione milioni di autovetture e mezzi di trasporto che ne facciano uso; ma al punto in cui siamo nella nostra (in)civiltà saremmo capaci di rinunciare definitivamente alle quattro ruote per viaggi entro i 10km al giorno in favore delle biciclette?

Probabilmente no, per centinaia di motivi (pigrizia, cattivo tempo, strade non adatte, troppe salite....ecc.ecc.). Dunque ecco che si palesa l'auto elettrica, pulita, efficiente, ecologica e che rientra, per ora, con l'autonomia delle batterie al litio (circa 160 Km) entro quel range di 10km al giorno che in media fanno gli italiani quando prendono la loro vettura ogni santo giorno. Ma l'auto elettrica, anch'essa ha un difetto, enorme, colossale: va ricaricata con l'elettricità sennò non marcia. Per ora una ricarica per far marciare una city car elettrica costa intorno ai 2 euro, il che fa battere il cuore a molti automobilisti che vedrebbero il loro fine mese più pingue del solito se passassero all'alimentazione elettrica del loro veicolo (ecchissenefrega delle prestazioni, o no?).

Ma c'è un problemino: da dove arriva quell'energia? Perché se arriva da idrocarburi allora siamo punto e capo. Si è trattato solo di spostare il problema di approvvigionamento; le aziende automobilistiche hanno dato una scossa al mercato con nuove auto e una verniciatina di verde, la gente apprezza il nuovo ruolo di consumatore responsabile e tiriamo a campà per altri 50 anni, almeno fino a quando il petrolio sembra sia destinato a esaurirsi.

I francesi hanno 22 centrali atomiche che producono (per ora) energia a buon prezzo. Dunque, in un certo senso, in un ragionamento che contempli il solo "tiro di schioppo" sarebbero privilegiati nella diffusione delle auto elettriche: basta metter su la rete di infrastrutture di ricarica e succhiare energia. Noi italiani, zoppichiamo da questo punto di vista: abbiamo una rete che insomma è un po' traballante anche se costruiranno le tre centrali nucleari. Perciò, dalle nostre parti forse si dovrebbe pensare seriamente a una rete di rinnovabili in grado di supportare la rivoluzione dell'auto elettrica. Al solito: sarà il mercato a dettar legge?

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