Secondo l'Unep, il giro d'affari legato alla protezione ambientale vale quanto l'intero Pil globale

L'Unep (il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente) ha pubblicato un rapporto sull'importanza economica della protezione ambientale. Benché le novità introdottte all'interno del documento siano poche è opportuno ricordare l'impatto della distruzione degli habitat sul Pil dei singoli Stati. E' certamente riduttivo, infatti, ma è altresì evidente quanto i parametri costi/ricavi siano effettivamente gli unici riconosciuti come validi dalle potenza globali...

E così, stando ai dati emersi dalla lettura del documento, i "servizi" offerti dalla Natura - tra fornitura di acqua, riduzione di C02 nell'atmosfera, "ingredienti" posti a vario titolo in farmaci e prodotti cosmetici - portano a un profitto, a livello globale, pari ad una somma compresa tra i 21 mila miliardi e i 72 mila miliardi di dollari. Ovvero, circa il Pil mondiale rendicontato nel 2008 (valutato in 58 mila miliardi di dollari).. Le aree umide, dimenticate sempre più spesso e note a malapena per il contributo che apportano in particolare agli uccelli durante le migrazioni, stanno subendo un declino generalizzato terrificante eppure, il loro peso economico è superiore ai 7 mila miliardi l'anno... E che dire delle api, la cui decimazione negli Usa sta investendo vari comporti produttivi!

Achim Steiner, direttore esecutivo dell'Unep, così ha commentato:

La cattiva gestione delle risorse naturali taglia lo sviluppo ad un livello decisamente superiore rispetto a quello della recente crisi economica. Inoltre, gli investimenti ben pianificati nel ripristino dei servizi forniti dalla natura hanno un alto tasso di profitto e saranno centrali per la sostenibilita’ di un mondo con crescenti aspirazioni, popolazioni, guadagni e domande rispetto alle risorse del Pianeta.

Via | ecquo
Foto | Flickr

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