Marea nera, Obama: "Voglio sapere chi devo prendere a calci". E Bp inizia a pagare i danni...

Marea nera, Obama: \"Voglio sapere chi devo prendere a calci\". E Bp inizia a pagare i danni...

Fedele al suo stile, sempre vicino alla gente, il presidente degli Stati Uniti Obama ha candidamente affermato che sta cercando il responsabile del disastro della Deepwater Horizon, e della conseguente marea nera, per prenderlo a calci. Non specifica dove, ma è ipotizzabile.

Di calci, in realtà, Obama ne dovrebbe dare parecchi come ormai hanno capito un po' tutti. In questa vicenda, infatti, praticamente non c'è nessuno che non abbia sbagliato: da Bp che, a detta della stampa americana, sapeva dei pericoli da un anno e ha fatto finta che tutto fosse a posto, per poi utilizzare un solvente che invece di risolvere il problema lo ha ingigantito, alle autorità tecniche e politiche statunitensi, che a detta di Greenpeace in questa vicenda hanno responsabilità pesanti.

E, sempre parlando di Greenpeace, come non dare un calcetto anche a chi ha deciso di arrestare sette attivisti dell'associazione ambientalista che protestavano contro le trivellazioni in Alaska.

Nel frattempo, mentre Obama cerca i suoi fondoschiena da immolare, il petrolio continua a sgorgare, la Guardia Costiera americana fa quel che può (cioè poco o nulla) per ripulire il mare del Golfo del Messico e Bp inizia ad aprire il portafogli: ha stanziato, infatti, i primi 60 milioni di dollari, su 360 totali, allo Stato della Louisiana per finanziare il "Louisiana barrier islands project".

E non sono i primi stanziamenti: fino ad oggi i soldi sborsati da Bp per pagare i danni agli Stati interessati dalla marea nera ammontano a 170 milioni di dollari, tra Louisiana, Alabama, Mississippi, e Florida. L'azienda, inoltre, sta iniziando a pagare i danni economici ai pescatori e agli altri operatori economici massacrati dal disastro: la stessa Bp parla di 38.052 richieste di rimborso.

In realtà, però, sembra che neanche i maxi rimborsi potranno mai mettere una pezza alla catastrofe: ad oggi risultano interessati oltre 200 chilometri di coste che ricevono migliaia di litri di petrolio al giorno. Su oltre ventimila litri che fuoriescono quotidianamente, infatti, Bp ammette di riuscire a intercettarne al massimo 15.000.

E, secondo il WWF, i danni arrecati all'ambiente non verranno metabolizzati prima di 50 anni. Numeri da brivido, poveri fondoschiena...

Via | Deepwater Horizon Response, Sky TG 24
Foto | Flickr

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