L'ombra della corruzione si allunga sull'IWC mettendo a rischio la vita delle balene

Ieri ha avuto inizio, ad Agadir in Marocco, uno dei più importanti consessi internazionali per la tutela degli ecosistemi marini con la riunione presso la Commissione baleniera internazionale (IWC) di 88 Paesi che, entro venerdì, avranno la possibilità di decidere se salvare le balene oppure porre le premesse per una caccia indiscriminata effettuata anche nelle gelide acque artiche, vitale santuario per la riproduzione e la vita dei grandi cetacei.

Com'è noto, dal 1986 esiste una moratoria precisa sulla caccia alle balene che, dopo lo sterminio di inzio '900 è servita alemeno a dare un pò di tregua ai giganti del mare.. A patto che rimanessero il più lontano possibile dalle rotte di Giappone, Islanda e Norvegia rei di aver clamorosamente aggirato il divieto "inventando" la pesca a fini scientifici senza che mai nessuna reale sanzione venisse mossa contro di loro. In questi giorni, ad Agadir, il paradosso è di scena: la triade delle Nazioni "canaglia" che non ha mai rispettato le regole internazionali e che ha ucciso almeno 35 mila balene potrebbe vedersi riconosciuto, molto presto, il diritto alla caccia anche in alcune riserve marine.... Secondo la Commissione, infatti, garantire per 10 anni la mattanza di uno quota fissa di cetacei (tra cui anche la megattera, da poco scampata miracolosamente all'estinzione ma ancora molto rara e a rischio) servirebbe proprio a ripopolare gli oceani di queste grandi creature. Ma anche ammettendo questa ipotesi: perché mai Stati che non hanno fatto nulla per rimanere nei limiti della legalità, a seguito di un contentino, dovrebbero cambiare atteggiamento? E perchè, allora, altri Paesi non dovrebbero adeguarsi o rivendicare la possibilità di fare altrettanto?

Intanto, l'ombra della corruzione si allunga inesorabile sul vertice tanto che, nei giorni scorsi, il Sunday Times aveva pubblicato una serie di articoli denuncia documentando casi di reiterata corruzione da parte del Governo Giapponese verso le Nazioni più piccole e povere dell'Iwc (Guinea, Grenada e Tanzania, fra gli altri). Denaro contante in cambio del loro "sì" all'abolizione della moratoria. Inoltre, parrebbe anche che un noto tycoon nipponico avrebbe pagato in anticipo il "salato" conto dell'albergo marocchino al vicepresidente della Commissione, Anthony Liverpool, commissario di Antigua. All'apertura dei lavori, di conseguenza, la tensione acculmulata è esplosa, con i Paesi occidentali - Australia in testa - tra i più agguerriti per sostenere il mantenimento del divieto alla caccia anche in considerazione dei riflessi economici che, nelle economie di molti di loro, assume il Whale Watching, meravigliosa pratica di osservazione delle balene in mare... Intanto, almeno ufficialmente, per garantire un dialogo sereno,la Commissione ha deciso che gli incontri proseguiranno per due giorni a porte chiuse in modo che sia facilitato il raggiungimento di un "accordo" tra le parti... In questo modo, in realtà, le decisioni paiono già prese.... Greenpeace, intanto, ieri ha protestato esibendo a Roma, in pieno centro, una balena gonfibile di 15 metri, all'urlo de "Le Balene non sono in vendita" appoggiata da tutte le altre associazioni ambientaliste ormai sul piede di guerra...

Via | IWC
Foto | Flickr

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