La Valle d'Aosta dice stop alle stoviglie di plastica

Bicchieri di plasticaDella Valle d'Aosta avevamo già parlato tempo fa a proposito della volontà da parte della Regione di bandire la distribuzione delle buste di plastica nel territorio. Ebbene nei giorni scorsi il Consiglio Regionale locale si è spinto oltre, tanto da decidere di mettere al bando addirittura le stoviglie di plastica nelle sagre di paese, feste pubbliche, anche organizzate da privati, e in occasione delle manifestazioni istituzionali.

Il fine è ovviamente quello di ridurre la produzione di rifiuti. Promotore dell’iniziativa è l’assessorato all’Ambiente, che ha già raggiunto un accordo con le Pro Loco e le associazioni di categoria locali.

Il progetto, chiamato "Ecolo fête", prevede un decalogo con le regole da seguire per una festa a impatto zero: si va dalla sostituzione delle stoviglie di plastica usa e getta con piatti, posate e bicchieri lavabili, all’uso di tovaglie riutilizzabili; dall’istituzione di modalità di raccolta differenziata, all’asporto del cibo non consumato; dalla messa in opera di progetti di comunicazione, alla promozione di eventi di educazione ambientale durante le feste.

L’obiettivo ovviamente è quello di dare un segnale concreto dell’impegno degli enti pubblici verso la tutela dell’ambiente, di mostrare come si possano introdurre cambiamenti nel proprio stile di vita e ridurre la produzione di rifiuti contenendone i costi di gestione. Il progetto si presenta particolarmente interessante seppur probabilmente oltremodo ambizioso, considerando che le stoviglie tradizionali mal si prestano per questo genere di eventi.

Personalmente, nonostante condivida in pieno l'originalità dell'iniziativa, mi rimangono numerosi dubbi. Se da un lato infatti può sembrare perseguibile la strada al virtuosismo nelle sagre paesane e negli eventi pubblici, mi lascia un po' di dubbi l'applicazione negli eventi privati dove le modalità di controllo e il rispetto delle regole potrebbero essere decisamente complicati.

Intanto seguiamo l'evolversi della questione, nella speranza che i dubbi rimangano tali e che questo progetto possa essere poi da esempio anche per realtà ben più complesse della Valle d'Aosta.

Via | Regione.vda.it
Foto | Flickr

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