I pneumatici ricostruiti

Pneumatici ricostruiti

L'ANSA rende noto uno studio dell'AIRP (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) secondo il quale l'Italia sarebbe indietro nell'uso di pneumatici ricostruiti. Il nostro paese sarebbe fermo al 35% nel trasporto pesante mentre gli Stati Uniti arriverebbero al 50%. L'AIRP commenta che il basso utilizzo di questo tipo di coperture "non ha giustificazioni perché penalizza fortemente il nostro Paese in termini di costi di trasporto e di impatto negativo sull'ambiente. I pneumatici ricostruiti, in particolare per il trasporto pesante, hanno costi decisamente inferiori a quelli dei pneumatici nuovi e sono assolutamente affidabili."


A livello europeo il cambio di pneumatici comporta la produzione di 140 milioni di ruote all’anno. A queste si aggiungono altri 40 milioni di ruote, ascrivibili alla rottamazione. Mentre per la produzione di un pneumatico vengono consumati tra i 20 e i 28 litri di greggio, in caso di pneumatici ricostruiti l’ammontare si riduce a circa 5,5 litri. Da un punto di vista ambientale è sicuramente un dato positivo, visto che ad essere risparmiati sono anche i materiali di cui sono composti tallone, carcassa e l’asta di tensione in acciaio. Attraverso la ricostruzione si preserva complessivamente l’80% del pneumatico da un’anticipata eliminazione mediante incenerimento o deposito in discarica. In confronto alla produzione di un pneumatico nuovo, attraverso questo procedimento di riciclaggio si risparmia il 70% di energia.


Ai sensi delle norme europee (Ece Onu 108 e 109), i pneumatici ricostruiti devono essere sottoposti ai medesimi controlli di quelli nuovi. E’ consigliabile acquistare solo copertoni ricostruiti che siano conformi alle norme Ece Onu 108. Tale norma regola sia il controllo di resistenza e affidabilità dei pneumatici, che la verifica del processo produttivo nonché del sistema di qualità adottato dal ricostruttore. In altri paesi (ad esempio Austria, Portogallo o Francia) tali regole sono già obbligatorie, l’Italia dovrebbe adattarsi da qui a poco, anche se i ricostruttori italiani le applicano già da un po’ di tempo.

Queste e molte altre informazioni sull'argomento le potete leggere sul sito centroconsumatori.it.


Sul sito dell'AIRP, in questa pagina, c'è l'elenco dei produttori associati che garantiscono gli standard di qualità e sicurezza delle normative europee. Potete contattarli per conoscere il rivenditore più vicino, non solo per i veicoli commerciali e per il trasporto pesante, ma anche per la vostra auto.

[by Enrico Pascucci]

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