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Merano FeelGood 2010: Esserhof, le case in paglia e legno di Barbara Unterholzner


Durante il tour Merano FeelGood2010 ho avuto la fortuna di visitare il piccolo complesso Esserhof,, di Barbara Unterholzner nel Comune di Lana composto da tre case costruite in legno e balle di paglia.

La storia delle case di Barbara è particolare come d’altronde la protagonista. Barbara è un donna minuta ma dal carattere di acciaio e ha coltivato un sogno, quello di costruire case naturali. La destinazione d’uso di questi mini appartamenti è di carattere turistico, infatti Barbara le affitta. Ma attenzione: sceglie personalmente chi ci può soggiornare e il profilo del suo cliente tipo è quantomeno originale: sono persone che arrivano da situazioni di stress ma che hanno manifestato la volontà maturare, crescere, aprirsi alla consapevolezza che una visione della vita diversa è possibile. Non è perciò un business ma come dice lei amabilmente: “E’ il mio hobby”. Dunque, sulla scorta di questa idea nasce la progettazione delle tre case che Barbara ha prima percepito come in un sogno e che poi ha tradotto, grazie all’intervento dell’architetto, in realtà.

Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof

Le case sono tutte costruite come un semicerchio i cui bordi però si aprono a formare una sorta di utero che accoglie l’ospite e lo protegge. Si è nella casa, ma contemporaneamente si vive l’esterno restando però al sicuro nel ventre della casa in paglia.

Le tre case, perciò sono state costruite in legno e paglia, non hanno angoli ma sono a semicerchio, sono circondate e coperte dalla vite che dona ombra d’estate e luce d’inverno e hanno grandi vetrate che affacciano sulle Alpi. L’orizzonte visibile è costituito dal giardino e dalle montagne. Barbara non ha voluto piantare neanche un fiore per evitare che altri colori interferissero con tutte le gradazioni del verde disponibile. Le case sono state certificate Klimhaus e sono dunque tutte prive di sistemi di riscaldamento e raffreddamento, ma sono calde d’inverno e fresche d’estate. Il corretto circolo dell’aria e la coibentazione sono garantite dalle camere d’aria poste sotto i pavimenti. Per ora Barbara ha deciso di non installare un impianto fotovoltaico poiché ritiene che questa tecnologia a fronte dell’investimento che richiede non sia ancora matura.

La sensazione che si prova ad entrare in una casa così diversa da quelle a cui siamo abituati è intensa: innanzitutto ero in una Merano che bruciava con i suoi 37 gradi; la casa al suo interno era fresca, almeno 5-6 gradi in meno; poi il profumo di paglia e di erbe è avvolgente e fa sentire che la casa respira; Barbara ha fatto affrescare la casa con un intonaco dalle alte percentuali di argilla e dunque le mura sono fresche. Per garantire che per persone che vi abiteranno siano confortate dalla presenza di luce naturale anche nelle scure giornate invernali non ha fatto installare pensili e la parete che divide la stanza da letto dal bagno e dalla cucina è in vetro opaco; non c’è un armadio vero e proprio quanto piuttosto una sorta di nicchia aperta che costituisce una mini cabina con mensole al posto di cassettiere. Il concetto è che tutto è aperto e senza angoli per far defluire meglio le energie positive della casa.

Mi dice Barbara:

In questa casa non riesco a ospitare chiunque. Le persone che vi soggiornano devono avere la giusta predisposizione per entrare in questi appartamenti. Io me ne rendo conto dopo averci parlato. Spesso arrivano qui persone, coppie o single, che vivono in maniera stressata. La casa assorbe le loro energie negative e rilascia quelle positive. Capita, molto spesso, che dopo che una persona o una coppia particolarmente stressata sia andata via non posso affittare di nuovo la casa subito, ma devono passare almeno sette giorni in cui l’appartamento si ricarichi nuovamente di energie positive.

Mi spiega Barbara che non sempre il primo impatto con questa casa è positivo:

Alcune persone sopo poche ore che sono entrate qui si ammalano: tosse, febbre, mal di gola. E’ la reazione alle energie positive. Gli organismi particolarmente stressati non sopportano questo improvviso flusso benefico. Dopo un paio di giorni, però, iniziano a recuperare le forze e stanno decisamente meglio.

Per conoscere meglio le fasi della progettazione e poi realizzazione dei tre appartamenti in paglia.
Qui le altre foto del gruppo Merano Feelgood 2010.

Le case in paglia di Barbara Esserhof
Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof Le case in paglia di Barbara Esserhof

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