Sgarbi, le pale eoliche della mafia e le vigne dell'assistenzialismo...

Sgarbi, le pale eoliche della mafia e le vigne dell\'assistenzialismo...

Da "Via dal Vento", sito internet della lobby italiana anti eolico, leggo una lettera inviata da Vittorio Sgarbi al Corriere della Sera. La lettera, come è ormai un'abitudine per il sindaco di Salemi, è una forte invettiva contro le fonti rinnovabili e, in particolare, eolico e fotovoltaico:

Gli impianti fotovoltaici, proprio come gli impianti eolici, sono orrori contro l`agricoltura, contro la civiltà, contro il paesaggio, contro il territorio. Per complicità della Regione e per complicità dell`Europa. La campagna viene stuprata: si estirpano i vigneti per realizzare le piattaforme di cemento armato. I pannelli solari e le pale eoliche creano un`alterazione del paesaggio, anche se vengono montate con un obiettivo positivo: produrre energia pulita. Gli impianti fotovoltaici e le pale eoliche sono in palese contrasto con l`articolo 9 della Costituzione: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione». Impianti fotovoltaici e pale eoliche sono dunque illegali. Se ci sono dei soldi dell`Unione Europea, indirizziamoli all`unica energia vera che è l`energia dell`agricoltura. Questi soldi, diamoli all`agricoltura, diffondiamo nel mondo la qualità dei nostri prodotti

E poi, sul fotovoltaico

Al posto della civiltà agricola un immenso specchio di vetro. L`incombenza di questa nuova minaccia all`integrità del paesaggio - pannelli solari al posto di vigneti e uliveti - mi spinge a chiedere nuovamente al presidente della Repubblica di aiutarci a difendere il grande paesaggio italiano

Torna, anche in questa lettera, il tema dello stupro della campagna, che Sgarbi vede come incontaminata, pulita, produttiva e baluardo contro orrore e imbrogli, mafiosi e non. Ma siamo sicuri che il paesaggio italiano, meridionale e siciliano in particolare, sia realmente come lo vede Sgarbi? Siamo sicuri che abbia realmente questo ruolo di bastione in difesa del lavoro, della legalità e della bellezza?

Prendiamo i vigneti, ad esempio: Sgarbi li adora, li cita e li canta ma, in realtà, sono oggetto proprio in questi mesi di una manovra economica che lascia perplessi. Dovrebbero produrre vino, ma non è sempre così. Il giochetto si chiama "vendemmia verde" ed è previsto dall'ultima Ocm vino (Organizzazione comunitaria del mercato del vino), cioè il quadro normativo europeo degli incentivi alla viticoltura.

La vendemmia verde consiste nel pagare gli agricoltori per distruggere il prodotto (l'impostazione è simile all'ormai famoso "disaccoppiamento" del tabacco): per non inondare il mercato di vino, facendone crollare il prezzo, le Regioni italiane pagano con fondi europei gli agricoltori per distruggere i grappoli.

Ovviamente non possono abusarne: il vigneto deve essere produttivo da almeno quattro anni, l'anno precedente deve aver prodotto, non si può vendemmiare verde per due anni di seguito la stessa vigna. Chi volesse approfondire può trovare tutto a questo link.

Quanto costa la vendemmia verde? Per l'Italia, in totale, per il solo 2010 il Ministero dell'Agricoltura ha stanziato 46.377.552 euro (inizialmente erano 30 milioni, poi "rimodulati" in base alle richieste pervenute alle Regioni che, materialmente, erogano i fondi).

Quarantasei milioni di euro per non produrre nulla e la promessa, per i prossimi anni, di ripetere il regalo. Essendo Sgarbi amante dei vigneti e molto attento a come lo Stato italiano spende i soldi europei, è assai strano che questa misura comunitaria gli sia sfuggita.

Qual'è, in ogni caso, il risultato di questa politica europea? Stanno spuntando vigneti da tutte le parti: tra qualche anni saremo inondati da uva da vino pronta ad essere distrutta per incamerare i fondi europei. Nel frattempo gli agricoltori sono fortunati: le uve da vino sono robuste (e, anche se si rovinano non è un grosso problema come per le uve da tavola che devono essere belle da vedere) e richiedono poche spese rispetto ad altre coltivazioni come l'ortofrutta in serra.

Viene da chiedersi, a questo punto, quali siano i territori italiani che maggiormente hanno usufruito di questi fondi europei. Ci viene in aiuto una preziosa tabella pubblicata da Agricoltura 24:

ripartizione vendemmia verde

Guarda caso il grosso della torta è finita nella Sicilia delle pale eoliche mafiose: 17.252.000 euro, più di un terzo del totale.

E, tra le altre cose, tutte le vigne nate in funzione della vendemmia verde andranno assai probabilmente in malora quando, tra qualche anno, i fondi europei verranno eliminati.

E' lecito chiedersi se sia cosa buona e giusta, come crede Sgarbi, continuare a dare un fiume di soldi pubblico ad un settore per invitarlo a non produrre assolutamente nulla e aggiungerne altri togliendoli da un settore come quello delle rinnovabili che, almeno, produce un bene utile alla comunità come l'energia?

E' lecito iniziare a dire alla gente che le pale, in Sicilia come anche in altre parti, sono ferme non (o almeno non solo) perchè sono mafiose ma perchè la Regione e Terna da anni non si mettono d'accordo per fare una rete elettrica decente per farle girare?

E' lecito chiedere un dibattito non ideologizzato su un argomento così importante come il rapporto (che Sgarbi non fa altro che trasformare in conflitto) tra energie rinnovabili e agricoltura?

Via | Via dal Vento, Coldiretti, Cronache di Gusto, Teatro Naturale, Agricoltura 24, Cia, Rassegna stampa Governo italiano
Foto | Flickr

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