La zanzara OGM contro la malaria

Sulla rivista Plos Pathogens è stato recentemente pubblicato il risultato di uno studio che si protraeva da oltre una decade e che per alcuni, rischia di diventare una vera panacea contro la diffusione della malaria nelle aree a rischio. Causa di morte per milioni di persone ogni anno, infatti, questa malattia deve la propria sinistra fama alla facilità con cui il parassita responsabile, il Plasmodium falciparum, si trasferisce da un "corpo" ad un altro utilizzando come veicolo proprio i mosquitos. A questo proposito, il team di ricercatori dell'Università dell'Arizona, guidati da Michael Riehle, hanno "messo a punto" un esemplare di "flebotomo" geneticamente modificato (l'Anopheles stephensi) in grado di contrastare il ciclo vitale del protozoo che, iniziato all'interno dell'addome migra verso le ghiandole salivari della fastidiosissima zanzara.

Il mosquito Ogm è stato realizzato attraverso l'inserimento di un pezzetto di DNA, modificato aumentando i livelli di una proteina (Akt) in grado di aumentare la risposta immunitario dell' "ospite", nel genoma di alcune uova dell'insetto evitando che queste, una volta cresciute, possano contrarre la malaria pungendo uomini o animali infetti. In tutti i casi osservati si è rilevato un blocco totale delle infezioni con il riconoscimento e la successiva eliminazione del plasmodio quando questo prova ad attaccare la zanzara. Inoltre, fanno sapere gli studiosi, la variazione genetica sarebbe responsabile di una sensibile riduzione del tempo di vita dell'animale riducendone le capacità infettive tipiche degli esemplari più vecchi.. Secondo le proiezioni più probabili, grosse quantità di Anopheles potrebbero venire rilasciate in natura limitando, di conseguenza, le possibilità di infezione...

Via | Plos pathognes, galileo, ias.ac.in
Foto | Flickr

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