Se anche Superquark benedice gli OGM...

la copertina del libro di Dario Bressanini Ieri sera ho visto SuperQuark e sul finire della trasmissione, durante la rubrica che presenta i libri, un bel messaggio in favore degli OGM. Diciamo un po' troppo a favore. Il libro che dovrebbe togliere dubbi circa il fatto che gli OGM non sono cattivi come si crede è scritto da Dario Bressanini, OGM, tra leggende e realtà (Zanichelli ed.). Bressanini, già si scagliò contro la spesa a Km 0 dal suo blog Le scienze in cucina de l'Espresso.

La cosa che non mi è piaciuta non è stata il presentare in sé una tesi a favore degli OGM, ma il fatto di voler far passare un messaggio positivo, rimescolando scorrettamente le carte. Mi spiego: partiamo dal concetto che gli organismi geneticamente modificati esistono e sono spesso utilizzati in agricoltura per migliorare geneticamente i prodotti. Fin qui, si tratta solo di migliorare una miriade di varianti esistenti: in fondo le mele che mangiamo oggi non sono le mele di 200 anni fa.

Gli OGM di cui andiamo parlando, sono semi sotto brevetto di multinazionali che li modifica usando geni resistenti a determinati principi: antibiotici, pesticidi, ecc, ecc. In taluni casi si apportano anche delle migliorie di tipo nutrizionale, ma non è quello l'obiettivo delle multinazionali.

Vogliamo parlare in tv degli OGM? Bene, facciamolo, ma in maniera corretta. Spiegando che un conto sono gli organismi geneticamente modificati tout-court e un conto sono i semi modificati di proprietà delle multinazionali che si vogliono per forza, e sottolineo per forza, introdurre in Italia. Questi semi sono stai modificati per divenire resistenti non alle intemperie, non per essere migliorati dal punto di vista nutrizionale, non per essere migliori in assoluto, no: ma per essere resistenti a un erbicida prodotto dalla stessa multinazionale. Allora, chi mi spiega perché dovrei mangiare mais modificato, OGM, il cui seme è di proprietà di una multinazionale, che per essere coltivato necessita anche che sia trattato per forza con quell'erbicida prodotto dalla medesima multinazionale? Scusate, ma il vantaggio per me, che sono consumatore, dove sta?

Io i vantaggi, semmai ve ne sono, li vedo o per le multinazionali che fanno affari con un prodotto per me consumatore del tutto inutile o per i coltivatori che forse, e dico forse, si potrebbero liberare di infestanti, funghi e insetti ma non si è ancora ben capito a quale prezzo. Poi c'è il consumatore, che va all'ipermercato a comprare la scatoletta di mais dolce per l'insalata: scusate ma in tutto questo processo, tra erbicidi e pesticidi, multinazionali con brevetti e contadini costretti a acquistare solo quei prodotti (della cui sicurezza ancora se ne discute), che diavolo ci guadagna?

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