Pet Therapy in cella. Cavie, conigli e criceti amici dei detenuti

I vantaggi della Pet Therapy sono ormai riconosciuti a livello globale, tanto che lo stesso sito del Ministero della Salute ha dedicato a questo argomento un'apposita sezione. Una delle più recenti applicazioni del principio della mediazione animale nella cura di varie problematiche, specie di carattere comportamentale, è fornita da un esperimeto che si sta svolgendo in Francia e che sta dando ottimi risultati.

A Strasburgo, infatti, i carcerati hanno da qualche mese dei nuovi compagni con cui condividere l'ora d'aria. Si tratta di piccoli cincillà, cavie, porcellini d'india, colombe e furetti ma anche cani che, dall'esterno, ogni giorno vengono condotti nel penitenziario per essere accuditi e coccolati dai detenuti per almeno un'ora. A questi ultimi, spetta la "toilette" delle bestiole e delle loro gabbiette, la passeggiata, l'alimentazione... tutto ciò che attiene al benessere animale, insomma! E l'entusiasmo che accompagna l'iniziativa è sempre ai massimi livelli. Inutile negare infatti che per molti, questa, costituisce l'occasione del "riscatto", la possibilità di "sentirsi a casa" o, anche, di "fuggire", dalle celle sovraffollate di una prigione che conta 685 detenuti per 444 posti.

Le ali mi sono state regalate da questo colombo

ammette soddisfatto e commosso uno dei carcerati accarezzando le testolina della bestiola. Inoltre, la direttrice Bénédicte Brunelle e la psicologa Patricia Arnoux testimoniano un miglioramento oggettivo nei rapporti tra i detenuti e una loro maggiore propensione a condividere attività come la pulizia dei bagni e degli spazi comuni. E tutto per merito della pet therapy, mentre sulle condizioni di salute e benessere degli animali vigila anche un team di esperti veterinari...

Il bilancio è molto positivo. I "pets" migliorano le relazioni e incitano al lavoro, base della reintroduzione dei detenuti, in futuro. Inoltre, avendo delle "responsabilità" essi riacquistano la fiducia nelle loro capacità e cominciano a ipotizzare un avvenire diverso da quello che hanno sempre immaginato...

E tutto funziona senza alcun finanziamento pubblico avvelendosi, almeno per il momento, delle sole sovvenzioni private. Ma nel 2011 l'esperimento potrebbe ampliarsi e trovare la giusta collaborazione anche da parte del Ministero della Giustiza francese.

Via | lexpress
Foto | Flickr

  • shares
  • Mail