Fotovoltaico Catania: cosa ci mettono Enel, Sharp e STMicroelectronics

Fotovoltaico Catania: cosa ci mettono Enel, Sharp e STMicroelectronicsA dieci giorni dall'ok del Cipe al maxi finanziamento statale per l'impianto di produzione di pannelli fotovoltaici più grande d'Italia, quello che Enel, Sharp e STMicroelectronics faranno nascere a Catania, oggi è stato firmato l'accordo definitivo tra i tre partner per definire ruoli e pesi all'interno della joint venture, che sarà paritetica e avrà il nome di 3Sun.

Oltre ai 49 milioni di euro pubblici ognuno dei tre partner metterà 70 milioni, o in cash o in asset già esistenti (l'impianto avrà sede in un capannone di STM). Sharp porterà la tecnologia: moduli a film sottile che, però, verranno fabbricati non in Italia ma in Giappone, nella fabbrica di Sakai.

Enel, ovviamente, ci mette la forza industriale in Italia e la capacità di project management. In pratica è il big di casa e curerà la politica e i rapporti industriali della futura 3Sun. STM, sostanzialmente, oltre al capannone ci mette la manodopera specializzata: un bel numero di tecnici elettronici che, senza l'accordo, rischiavano seriamente la cassa integrazione. Sono perfettamente in grado di montare i pannelli fotovoltaici, prima facevano cose molto più complesse.

Sharp, però, per entrare in Italia con un impianto che, probabilmente, gli serve assai poco (in estremo oriente i costi sono molto più bassi), ottiene una seconda JV con Enel. E' la parte più appetitosa per il gigante giapponese: Enel Green Power & Sharp Solar Energy (ESSE).

Una società che realizzerà parchi fotovoltaici e produrrà e commercializzerà energia elettrica da fonte solare. Sharp, in pratica, quatta quatta entra nel mercato italiano della vendita dell'energia. Ma non solo italiano: si parla di una capacità installata e gestita da ESSE pari a circa 500 MW "nella regione mediterranea entro il 2016" (i pannelli saranno quelli fatti a Catania).

Via | Teleborsa
Foto | Flickr

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