Campi mais OGM, distrutto dai No Global quello di Vivaro

il campo di mais ogm a vivaro

Un gruppo di attivisti di Ya Basta ha scoperto il campo di mais Ogm di Vivaro, in provincia di Pordenone, pubblicizzato assieme a quello di Fanno sul sito pro Ogm salmone.org e lo ha distrutto calpestandolo.

Noi pubblicammo, a maggio, il video della prima semina svolta in un campo tenuto ben nascosto, proprio per evitare che la coltivazione fosse interrotta. Da allora ci sono state diverse azioni di diversi attivisti volte a intercettare i campi coltivati a mais Ogm.

L'azione ha destato le proteste di Futuragra, l'associazione che si batte per l'introduzione degli Ogm in Italia e che a scopo dimostrativo, dopo il decreto del Ministro Zaia che ha annullato di fatto la sentenza della Corte di Stato che ne introduceva la coltivazione.

Secondo il Ministro Galan si è trattato di un azione di stampo squadrista:

Apprendo ora dell'azione squadristica compiuta a danno di un campo di mais di proprieta' del coltivatore Giorgio Fidenato. Mi attendo che le forze dell'ordine identifichino al piu' presto gli autori di un'azione che identifica coloro che l'hanno compiuta come violenti, squadristi della peggior specie, intolleranti da condannare in ogni senso. Confermo che le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell'attività di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi. In ogni caso, ogni cittadino italiano, soprattutto in casi del genere, è tenuto a rispettare leggi e regole proprie di ogni civile convivenza.

Per l'ex Ministro Zaia, invece è stata ripristinata la legalità.

Scrive sul suo Blog Zaia:

Da quanto si apprende da fonti giornalistiche, nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais Ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia senza che questo non inneschi le proteste, sacrosante, di tutti coloro che hanno a cuore la nostra agricoltura e la biodiversità, che ne è cardine fondamentale. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro Paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione.

Via | Messaggero Veneto
Foto | Salmone

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