Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Mais ogm distrutto dai no global, Coldiretti attacca: le istituzioni dovevano agire tempestivamente

Coldiretti prende atto della distruzione del campo di mais Ogm di Vivaro, in provincia di Pordenone, distrutto dagli attivisti di Ya Basta e ribadisce che a distruggerlo non dovevano essere dei semplici cittadini, bensì le autorità competenti.

L'associazione professionale dei produttori agricoli, infatti, ammette l'illegalità del gesto dei no global ma afferma che la semina stessa del mais geneticamente modificato era, di per sé, illegale:

E’ chiaro che l’illegalità va condannata sempre anche quando come in questo caso, viene attuata per porre fine ad altra illegalità ma bisogna anche prendere atto che non c’’è stata da parte delle Istituzioni la stessa tempestività avuta nel condannare il gesto dei no global, anche nel contrastare l’illegalità originaria lasciando libere le piante di crescere con il rischio che la maturazione del mais e la conseguente disseminazione di polline possa provocare una contaminazione che avrebbe un impatto devastante sull'ambiente, sulla fauna selvatica, su altri ambiti agricoli e che non potrebbe essere limitato ai confini amministrativi dei comuni o della regione coinvolta, come ha fatto notare la task force di 27 organizzazioni per una Italia libera da Ogm.

Il riferimento, chiarissimo, di Coldiretti è alle posizioni prese dal ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan e dal governatore della Regione Veneto Luca Zaia.

Il primo si era affrettato a condannare la distruzione del campo, definendola una "azione squadristica" e invitando le forze dell'ordine ad identificare, e punire, i responsabili. Il secondo, invece, senza condannare i manifestanti aveva parlato di "legalità ripristinata".

Via | Iris
Foto | Flickr

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