Cani: a Roma e Merano due presunti casi di suicidio per stress da distacco

a Roma e merano due presunti casi di suicidio di cani per sindrome da abbandono

In meno di una settimana due casi di presunti suicido per stress da distacco hanno coinvolto due cani. Il primo si è verificato una settimana fa a Lana in provincia di Merano e ha visto tragico protagonista un Perro de presa canario che il 7 agosto scorso si è lanciato dal terzo piano dopo essere stato lasciato, come altre volte, solo in casa. Il secondo caso ieri a Roma. Un dogo argentino, invece, si è lanciato dal settimo piano dopo che i proprietari lo avevano lasciato solo in casa essendo partiti per le vacanze, ma sotto la custodia di un conoscente che gli portava acqua e cibo ogni giorno.

Secondo l'etologo Enrico Alleva, dell'ISS il caso del dogo potrebbe essere riconducibile alla sindrome da abbandono sociale che si può manifestare negli animali domestici anche 2-4 settimane dopo il distacco dai proprietari. Nei casi di animali più resistenti anche dopo 6-8 settimane. Spiega l'etologo:

Un comportamento non raro negli animali e non legato alla razza. Di solito avviene quando c'è un cambiamento nella struttura sociale della famiglia: l'animale si sente socialmente isolato e può commettere atti irrazionali. Il cane prima di superare la ringhiera del balcone era in preda ad un'agitazione psico-motoria e potrebbe aver saltato nel tentativo di riunirsi alla famiglia. La sindrome da abbandono sociale, per l'esperto dell'ISS, si manifesta negli animali dopo 2-4 settimane, «quelli più resistenti possono arrivare fino a 6-8 settimane.


Per Marco Melosi, vicepresidente dell'Associazione nazionale medici veterinari italiani (Anmvi) non si può parlare di casi di suicidio. Spiega il veterinario:

Il 90% dei casi di cani che precipitano da un balcone, che sono numerosi ogni anno, si verifica per un incidente: spesso gli animali abituati a sostare nei terrazzi prendono l'abitudine di sporgersi correndo il serio rischio di cadere. I casi registrati negli ultimi giorni hanno coinvolto due razze da presa, selezionate per il combattimento: è ipotizzabile che abbiano visto qualcosa in strada che li ha interessati, forse un altro cane da 'sfidare'. Come tutti gli animali, anche i cani hanno un fortissimo istinto di sopravvivenza. Sono certamente esseri senzienti, ma il togliersi la vita è qualcosa di innaturale già per l'uomo, figurarsi per un cane. Credere nel suicidio animale significa antropomorfizzare eccessivamente il comportamento canino.

Concorda sull'ipotesi fuorviante del suicidio anche Ilaria Ferri direttore scientifico dell'Enpa, che dal sito lascia alcuni consigli per prevenire la sindrome da distacco:

Per alcuni animali gli spostamenti verso le località di vacanze possono risultare altrettanto traumatici; per altri invece anche un breve periodo di distacco può essere insopportabile. In linea di massima, sarebbe buona norma educare il quattrozampe alla separazione: poco prima di partire, ad esempio, è consigliabile fare alcune prove, lasciandolo in custodia soltanto per poche ore. In questo modo il cane non soltanto si abitua alla lontananza affettiva ma, sopratutto, comprende che la separazione è soltanto temporanea. Nel caso in cui si dovesse decidere di lasciare l’animale nel proprio appartamento, incaricando un conoscente di prendersi cura di lui si dovrebbe preferire una persona con cui il quattrozampe ha già familiarità. E infine una regola di buonsenso, questia sì universalmente valida: se si sospetta che l’animale possa dare segni di sofferenza è sempre bene rivolgersi al parere di un veterinario comportamentalista.

Foto | Flickr

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