Brutte notizie per le foche dalla Corte europea

Brutte notizie per le foche dalla Corte europea

La Corte europea ha sospeso il bando del commercio dei prodotti derivanti dalla caccia commerciale delle foche: con ordinanza del 19 agosto, infatti, viene sospeso il precedente bando.

Il ricorso contro il bando alla commercializzazione di pellicce e carni di foca di fronte la Corte di giustizia europea proviene dalle popolazioni indigene del Canada e della Groenlandia insieme al Fur Institute of Canada, Canadian Seal Marketing Group e altre associazioni che fanno riferimento all’industria della pellicceria.

Secondo quanto riporta la Lega antivivisezione (Lav) la corte ha accolto temporaneamente il ricorso per motivi esclusivamente procedurali-burocratici:

La motivazione dell’accoglimento di questa richiesta di sospensione del bando europeo, come indicato nella Ordinanza della Corte di Giustizia del 19 agosto 2010, è dovuta al fatto che i giudici dovranno valutare le argomentazioni dei ricorrenti anche alla luce delle recenti disposizioni della Commissione Europea circa le modalità di applicazione del bando. Queste disposizioni sono state adottate con il Regolamento 737/2010 approvato il 10 agosto e in mancanza delle stesse, già venne rigettata una prima richiesta di sospensione

Secondo la Lav, però, gli interessi delle popolazioni indigene di Canada e Groenlandia sarebbero già tutelate da una precedente normativa:

La posizione dei ricorrenti è incomprensibile. Il Regolamento 1007/2009 consente già alle popolazioni Inuit e altre popolazioni aborigene di continuare a cacciare le foche, qualora tale pratica sia finalizzata alla loro sussistenza, quindi non vi è alcuna limitazione delle loro tradizioni

Più che gli interessi degli indigeni, quindi, il ricorso mirerebbe a proteggere quelli dell'industria delle pellicce.

Via | Lav
Foto | Flickr

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