Uragano Katrina e disastro BP: il make up di due sciagure secondo Mother Jones

deepwater horizon flickr

Del disastro della Deepwater Horizon e dell'uragano Katrina avete letto spesso su queste pagine. Ho trovato però un pezzo interessante uscito su Mother Jones qualche giorno fa e che credo valga la pena di riproporvi, perché vi mostra il b-side, dei due disastri, e soprattutto dello "spin", del modo in cui l'informazione li ha veicolati verso le masse.

Mac MacClelland - qui il suo twitter - per Mojo si occupa principalmente di diritti umani, ma ha fatto volentieri un'eccezione per analizzare da vicino la copertura delle due tragedie americane. E spiega che la dichiarazione che più l'ha colpita sulla fuoriuscita di petrolio nel golfo del Messico arrivava da un reporter che era stato sul posto per tre settimane:

"la vera difficoltà, per la BP e la Guardia Costiera, è stata trovarlo quel petrolio"

Dopo il salto vediamo in che senso...

E questo, prosegue Mac, prima di un articolo del Washington Post uscito nel weekend scorso, in cui si spiegava che - riguarda però all'uragano Katrina - tutto era ormai a posto, e che era difficile per un turista trovare tracce della distruzione causata dall'uragano.

E' vero che per New Orleans sono cambiate molte cose dal 2005 ad oggi. La popolazione è cresciuta fino ad arrivare a 336mila abitanti, una crescita di 50mila unità rispetto al 2007. Da un punto di vista più puramente d'immagine, Brad Pitt - sì, l'attore - ha costruito alcune meravigliose nuove abitazioni nel 9th Ward (New Orleans è suddivisa in un totale di 17 wards, a loro volta suddisivi in distretti di dimensioni ancora ridotte, ndr) si è fatto molto per quanto riguarda il sistema scolastico, ma ne riparleremo meglio dopo.

E ancora: il 67% degli abitanti spiega che sono riusciti a ricostruire i danni causati da Katrina. Malgrado ancora in molti siano quindi costretti a vivere in condizioni disagiate, c'è una crescita dell'8% rispetto a due anni fa. Ma c'è un ma grosso come una casa, continua Mac Maclelland...

Un paio di settimane fa Mac porta una sua amica a New Orleans. Spiega che si tratta di un'amica molto informata, che si ingozza di news, il genere di persona adatta per ottenere una cartina tornasole di quanto propagato dai media mainstream e di quanto si riesca a capire una volta che si entra in contatto con la realtà.

Bé, Mac spiega che l'amica non poteva credere alla distruzione trovata. "E' da irresponsabili dire tutte quelle storie sulle case ricostruite, senza parlare anche degli innumerevoli quartieri semi disabitati, delle case parzialmente abbattute, o che le case edificate da Brad Pitt sono appena cinquanta in un'area che ne ha viste abbattere 4mila. Un'area che spesso i residenti paragonano a Hiroshima, per le strade sconnesse, la totale mancanza di illuminazione notturna e il senso di vuoto che trasmettono".

E ancora, Mac ci offre una prospettiva diversi sui successi del sistema educativo: se nell'educazione primaria e secondaria ci sono stati effettivamente dei successi, i veri disastri li abbiamo visti nei college. L'Università di New Orleans si prepara a tagliare del 35% il budget, gli studenti la scorsa primavera ne celebrarono addirittura il funerale. Non avevano neanche i soldi per fare le fotocopie.

Il Delgado Community College, frequentato principalmente da minoranze e studenti di ceto basso - ha dovuto respingere alcuni candidati all'iscrizione autunnale proprio perché gli edifici scolastici in cui avrebbero dovuto fare lezione sono ancora danneggiati da Katrina.

Non sono problemi che investono solo il settore dell'istruzione: costano anche in altri termini, visto che una recente indagine sui potenziali investitori disposti a spendere qualcosa nell'area, hanno preferito non stabilirsi da quelle parti proprio per la mancanza di forza lavoro studentesca da impiegare nei classici lavoretti da college.

Fin qui, è tutta una storia di omissioni: di notizie date in pompa magna, e di altre celate ad arte, ma non poicosì difficili da scoprire, o direttamente vissute sulla propria pelle se si vive a New Orleans. E vediamo ora come è stato applicato lo stesso procedimento per quanto riguarda la BP e il disastro della Deepwater Horizon.

Per prima cosa il volume delle perdite è stato sistematicamente sottostimato. Ignorando per esempio, il greggio rimasto sott'acqua, che ha percorso centinaia di miglia, rendendo il disastro pressoché certamente più grave di quello della Exxon Valdez.

Altra omissione: spiegare, sempre in pompa magna sui media mainstream, che il cibo del golfo è sano, che lo si può mangiare senza preoccupazioni, senza precisare che le affermazioni della FDA (la Food and Drug Administration, ndr) si basano sull'ingestione settimanale di una quantità di crostacei molto minore di quelli che potreste trovare in un cocktail di gamberi e senza menzionare i test mai eseguiti su altre sostanze altamente tossiche.

Raccontare solo la parte piacevole della storia non è solo un disservizio o un'offesa a principi astratti come possono esserlo la Verità e la Giustizia. E' un disservizio che tocca la gente, che causa danni.

"Quando il FEMA (il Federal Emergency Management Agency, ndr) e la Croce Rossa, durante l'evacuazione di New Orleans fallirono il piano di aiuti, medici generosi, estranei gentili e lacrimosi direttori di supermercato mi offrirono lenti a contatto, denaro, pantaloni, sapendo da quelli stessi media mainstream che plasmavano la verità, quanto a New Orleans fossimo fottuti"

Non è altrettanto chiaro chi aiuterà le vittime del disastro della Deepwater Horizon, che né dal Fema né dalla Croce Rossa hanno mai ricevuto alcunché. Pensate sul lungo termine: credete davvero che le cose saranno diverse rispetto a quanto accaduto con l'uragano Katrina cinque anni fa?

Lo so, non voglio esagerare e sembrare la traumatizzata moglie di un pescatore, conclude Mac, gioendo della - parzialissima - rinascita della città. Ma cita un dato interessante: il 70% degli abitanti di New Orleans pensa che l'America si sia dimenticata di loro. Accadrà lo stesso con la BP?

Via | Mother Jones

Foto | Flickr

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