A Stoccolma il World Water Week per la tutela delle acque dolci

La tutela delle acque dolci e l’accesso al prezioso liquido – per quantità o per ragioni igienico-sanitarie – è un tema scottante e di primario ordine, tanto che persino l’Onu lo ha posto tra gli obiettivi prioritari del millennio a cui dare una decisa risposta entro il 2015. Per questo ordine di motivi, dunque, non pare inutile ricordare che proprio in questi giorni (dal 5 e fino all'undici settembre) a Stoccolma, si svolgono i lavori per la ventesima edizione del World Water Week, il consesso internazionale che dal 1991 raccoglie ogni anno centinaia di esperti, decision makers e leaders dei movimenti che, a svariato titolo, si occupano delle tematiche legate alla gestione e alla tutela delle acque.

L’iniziativa, organizzata dal SIWI - Stockholm International Water Institute – si propone di individuare soluzioni per un uso più razionale e sostenibile delle acque dolci in modo da tutelare gli ecosistemi e, insieme, garantire la facilità d’accesso alla risorsa idrica. Altro obiettivo prioritario del WWW è fare pressioni sui centri di potere e sulle imprese affinché prendano tutte le misure necessarie volte ad evitare l’inquinamento delle acque potabili.

Infatti, secondo quanto affermato da i delegati della Iucn e dell’International Water Institute, ad oggi solo il 20% dei fiumi a livello mondiale ha mantenuto la purezza “originaria” e la colpa ricade prevalentemente sull’enorme mole di rifiuti industriali e urbani che – specie nei Pvs – vengono facilmente sversati nei corsi d’acqua senza previo trattamento. Eppure, nonostante la crisi mondiale, riferisce la Standard & Poor's, le multinazionali “dell’oro blu” hanno visto crescere in un quinquennio i propri indici di Borsa del 7,3%, ovvero: più del doppio delle altre industrie. Una mancata attenzione alla tutela delle risorse idriche, pertanto, rischia di produrre contraccolpi anche economici estremamente importanti.

Nel frattempo, ogni anno due milioni circa di persone – di cui quasi il 90% al di sotto dei 5 anni d’età – muore di sete o per patologie (diarrea e colera in primis) legate alle pessime condizioni igienico-sanitarie in cui versa il prezioso liquido e si stima che almeno 2,6 miliardi di individui non dispongono di acqua sufficientemente pulita. Per fortuna, però, qualcosa timidamente si muove: dal 1991 ad oggi quasi 2 miliardi di persone hanno avuto accesso all’acqua potabile confermando un trend positivo secondo il quale l’incremento di fornitura delle risorse idriche supera l’incremento della popolazione….

Foto | Flickr

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