Finti barili di scorie radioattive davanti al Parlmento tedesco per protestare contro il piano energetico nazionale

Alcuni giorni fa, la Germania ha salutato tra le polemiche l'approvazione del nuovo piano energetico nazionale che, se dovesse venire approvato dal Parlamento, garantirebbe il prolungamento della vita "attiva" delle 17 centrali nucleari tedesche, pari in media, a 12 anni (8 anni in più per gli impianti più vetusti, 14 per quelli più recenti che rimarrebbero così operativi fino al 2039) in netta opposizione rispetto a quanto deciso dalla precedente legge varata a tal proposito dal governo di G. Schroeder che indicava un loro smantellamento al più tardi entro il 2025.

Immediate le reazioni coagulatesi attorno al Bundestang e al Bundesrat con la mobilitazione trasversale, da parte dei Verdi, della Spd, di privati cittadini e dei sindacati che hanno già promesso l'invasione delle piazze di Berlino con una maxi protesta il 18 settembre. Intanto, questa mattina, l'opposizione ha lasciato alcune decine di finti barili di scorie radioattive davanti al Parlamento nazionale.

L’aumento del nucleare porterà centinaia di tonnellate di materiale radioattivo nei prossimi dieci anni

spiega Jochen Stay, portavoce dei gruppi di protesta anti-nucleare. E almeno due tra i 16 Stati federali tedeschi sono in procinto di avviere un'azione legale contro la proposta di legge che, almeno secondo le dichiarazioni della Merkel, si configurerebbe come "ponte tecnologico" in grado di finanziare le energie rinnovabili grazie ad gettito fiscale (la tassa sul nucleare), imposto alle aziende produttrici, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 2,3 miliardi di euro l'anno...

Fonte | m&c, equo

Foto | flickr

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