Nubifragio di Atrani, un bonus a chi lascia la Costiera amalfitana ( e anche il Vesuvio)

Il territorio è quello che è e la presenza umana non fa altro che complicare la faccenda. Mentre ancora le squadre della Protezione civile sono impegnate a cercare Francesca Mansi, la barista 25enne di Minori, dispersa durante il nubifragio di Atrani piccolo comune della Costiera amalfitana, a seguito dell'esondazione del fiume Dragone, la politica si interroga sulle risposte da dare. E Edoardo Cosenza assessore regionale alla Protezione civile annuncia che una soluzione per evitare simili tragedie esiste:

Delocalizzare. Non possiamo devastare l'ambiente. E chi andrebbe più a Atrani o Ravello se costruissimo enormi vasche di cemento? Il nuovo piano casa prevede incentivi per chi vuole lasciare le zone a alto rischio. C'è un bonus, se si abbatte la propria abitazione la si può costruire in zona sicura con il 35% in più di cubatura. L'investimento viene ripagato in moneta urbanistica: se ho una cada di tre piani e l'abbatto ne posso ricostruire una di 4 in zona sicura. Quel piano in più lo posso rivendere per ripagare l'operazione.

Il nuovo piano casa, riguarda anche gli abitanti del Vesuvio, altro luogo altamente a rischio della Regione Campania.

Gli scienziati, invece parlano di tragedia annunciata. Spiega Crescenzo Violante dello IAMC CNR, Istituto per l'ambiente marino costiero che:

Le montagne della costiera sono ripidi versanti di calcare su cui sono depositati i materiali instabili eruttati dal Vesuvio nel 79 d.C. Piogge particolarmente intense, sempre più probabili alla luce dei mutamenti climatici in atto, moltiplicano le possibilità di frane e alluvioni. Si deve creare un sistema di emergenza basato su una rete di pluviometri, su sistemi di allarme e piani di evacuazione noti alla popolazione. Purtroppo siamo all'anno zero: non c'è niente.

Crescenzo Violante è lo studioso che con Eliana Esposito e Sabrina Porfido aveva lanciato un anno fa l'allarme sui "torrenti killer" che avrebbero potuto rendere la Costiera amalfitana da paesaggio paradisiaco a inferno. Lo studio è stato pubblicato dal Geological Society of London. La soluzione secondo Violante è semplice e la dichiarava nel 2009 a ecostiera:

Ora, come ora, ci sono gli studi che individuano le aree più a rischio, ma saranno studi inutili se le amministrazioni locali non se ne faranno carico.

Per Violante ora, la prossima tragedia potrebbe toccare Amalfi. Perché non ascoltarlo?

Via | Il Corriere del Mezzogiorno, pag. 2-3 dell' 11 settembre 2010

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