Conto Energia: decreto truffa?



Torniamo a parlare di Conto Energia. Questa volta con un post scritto per Ecoblog da Terenzio Longobardi di Aspo Italia. Se è vostra intenzione accedere al finanziamento o se già lo avete fatto, leggete con attenzione questo post perché il nuovo decreto di incentivazione rende meno conveniente la realizzazione degli impianti fotovoltaici.

Gli articoli 5 e 6 del Decreto del Ministro delle Attività Produttive di concerto con il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, d'intesa con la Conferenza unificata, 28 luglio 2005, recante “Criteri per l'incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare”, avevano stabilito i criteri per la determinazione dell’entità dell’incentivazione per gli impianti fotovoltaici di potenza nominale inferiore e superiore ai 20 kW. Grazie a questo dispositivo, l’energia elettrica fotovoltaica ceduta alla rete gode dei benefici economici previsti per le energie rinnovabili dal Decreto n. 387/2003 e, in aggiunta, di una tariffa incentivante graduata in funzione della taglia dell’impianto, per un periodo di vent’anni.


Per le domande di incentivazione effettuate negli anni successivi al 2006, il valore della tariffa incentivante viene decurtato del 2% per ciascuno degli anni successivi al 2006. Era stabilito inoltre che le tariffe incentivanti vengano aggiornate a decorrere dal primo gennaio di ogni anno sulla base del tasso di variazione annuo, riferito ai dodici mesi precedenti, dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, rilevati dall’Istat.


Questo sistema incentivante ha determinato una sufficiente convenienza economica dell’investimento. Nella mia simulazione effettuata con l’ausilio di un foglio di calcolo excel, inserendo i dati di produzione energetica media italiana per ogni kW installato, l’attuale costo medio dei moduli fotovoltaici, i ricavi conseguenti al nuovo regime incentivante, un tasso d’interesse del 4%- 5%, è emersa per gli impianti sotto i 20 kW, una discreta convenienza dell’investimento economico, sintetizzabile in un Tempo di Ritorno Economico di circa 12 anni, che diventa di circa 15 anni considerando le spese di manutenzione, in confronto a un tempo di vita dell’impianto di 25-30 anni e un VAN (Valore Attuale Netto) leggermente positivo, nell’ordine di qualche migliaia di euro. .


Il grande numero di domande presentate dagli utenti ha esaurito rapidamente i primi 100 Mw finanziabili, inducendo il governo ad emettere un secondo decreto che ha rifinanziato il precedente provvedimento per altri 500 Mw. Purtroppo il legislatore, forse spaventato dal successo ottenuto dal primo provvedimento, ha introdotto delle modifiche che appaiono peggiorative e penalizzanti soprattutto per gli impianti già autorizzati. .


Come segnalato dal GIFI, e confermato dal GRTN, l’art. 6 comma 6 del precedente Decreto è stato modificato prevedendo che “l'aggiornamento delle tariffe incentivanti …. viene effettuato per ciascuno degli anni successivi al 2006”. Da questa piccola ma sostanziale modifica conseguirebbe che tutti gli impianti autorizzati entro il 2006, compresi quelli ad oggi già autorizzati, perderanno la parte degli introiti tariffari legati all’aggiornamento annuale Istat. L’inserimento di questo cambiamento nel mio modello di simulazione, determina un peggioramento delle prestazioni economiche valutabile in un aumento ulteriore di circa 3 anni del Tempo di Ritorno Economico (che così quasi coinciderebbe con il periodo ventennale di incentivazione) e in un quasi dimezzamento del VAN. Questa situazione, unita al recente rialzo dei tassi d’interesse e al fatto che per le domande presentate successivamente al 2006 viene aumentata la percentuale di decurtazione della tariffa incentivante dal 2% al 5%, porta al limite della convenienza economica la realizzazione degli impianti fotovoltaici. Il fatto ancora più grave e di dubbia legittimità sarebbe che si cambino le regole del gioco quando la partita è già iniziata, rendendo scarsamente convenienti investimenti autorizzati e programmati dagli utenti che hanno già presentato domanda. Se si vuole realmente promuovere l’utilizzo del solare fotovoltaico, la strada giusta è quella dell’aumento e non della riduzione delle tariffe incentivanti.

[un post di Terenzio Longobardi]

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