Lo sporco business della carta igienica

Qualcuno nei commenti opinava sull'utilità del riciclo delle cacche di cane: per asseverare l'attualità di una questione importante, non mi resta che proporvi l'articolo di Stefanie Schramm, apparso su Internazionale. Non solo le cacche, ma anche la carta igienica pone i suoi problemi di sostenibilità:

Se la carta igienica si diffonde in Cina, il paese rischia il collasso. Immaginate 1,3 miliardi di cinesi che, come noi, usano il rotolo più volte al giorno. Tutta quella carta dovrà pur finire da qualche parte. E da qualche parte dovrà pur essere prodotta.
Wang Yueqin, dirigente del consorzio per il commercio della carta di Shangai, dovrebbe essere contento per l'aumento della domanda. Invece il primo a preoccuparsi è lui: già i 18 milioni di abitanti di Shangai consumano 140 mila tonnellate l'anno tra carta igienica e fazzoletti. Per produrle, osserva Wang, si usano 300 mila tonnellate di legno. Se i consumi di tutti gli altri cinesi fossero altrettanto elevati, ogni anno servirebbero oltre 21 milioni di tonnellate di legno. Dove prenderle? Alcune aziende locali stanno già facendo degli esperimenti per ricavare la carta da materie prime alternative come la paglia e la canna da zucchero.

Leggete per intero l'articolo, c'è solo da sperare che in Cina non vengano mai a sapere le gioie della salviettina igienica umidificata.

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