Il nucleare e i suoi amici e due o tre cose sulla Sogin

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Se siete contro il nucleare, forse non lo sapete, ma fra i vostri avversari c’è anche Paolo Fornaciari, oggi presidente del Comitato italiano per il rilancio del nucleare. Alcuni lo definiscono il disco rotto dell’energia, nel senso che dice sempre le stesse cose dalla notte dei tempi, altri si interrogano sul sito web del comitato e si chiedono allarmati: “ma a uno che tiene in piedi un sito del genere, voi gli fareste costruire una centrale atomica?”. Uno dei suoi ultimi articoli che ho trovato in rete (Fornaciari scrive parecchio) è un attacco alla controproposta della Regione Lazio sulla conversione della centrale di Civitavecchia a carbone. Come sempre la retorica pseudoambientalista di Fornaciari attacca gli idrocarburi in toto, definendone l’uso come un crimine contro le generazioni future. Qual’è allora per Fornaciari l’unica soluzione economica, ecologica e sicura? Inodovinate un po’? Sì, il nucleare.


Di critiche al nucleare ne abbiamo fatte tante su Ecoblog, ma c’è sempre uno spunto nuovo che conferma l’idea di quanto l’energia atomica sia un bluff colossale. Oggi prendo in prestito i dati di un bell’articolo di Ferruccio Sansa (sabato 4 marzo La Repubblica) sullo scandalo delle raccomandazioni alla Sogin.


La società del gruppo Enel predisposta per gestire dismissione degli impianti e la messa in sicurezza delle scorie, è infatti sotto il fuoco di 4 interrogazioni parlamentari con tanto di lettere firmate su carta intestata della Camera o dei ministeri dal vicepresidente della Camera e di altri esponenti della Cdl: “Caro ingegnere mi risulta che il signor M.P ha indirizzato alla Sogin una domanda intesa ad ottenere l’assunzione…Le sarò grato per le cortesi notizie che…”, cose di questo genere insomma.


Poi un po’ di dati che gettano un po’ di luce sulla Sogin:

  • Nel 2003 la Sogin prende l’incarico di smantellare sommergibili nucleari russi. Operazione costosetta: 360 milioni, ma con una promessa in contropartita: la Russia si prenderà le nostre scorie nucleari.
  • La Russia cambia idea, ma il generale Carlo Jean, presidente della Sogin, apre una sede lussuosa a Mosca mandando 20 dipendenti con stipendi degni di questo nome e diarie da 300 euro al giorno. Costo dell’operazione: 2 milioni di euro in un anno più 400 mila euro per il principesco ricevimento di inaugurazione. Risultato: nulla di fatto, e stando ad indiscrezioni le scorie italiane potrebbero addirittura finire in mani francesi.

  • Ecco, quando sentite le opinioni dei più sfegatati nuclearisti chiedetegli di mettere nel conto anche questi soldi nel momento in cui vi dicono che l’energia atomica è economica. E poi chiedetegli pure di spiegarvi perché, se quella atomica è un’energia tanto conveniente, non si vedono mai imprese private smaniare per penetrare il mercato.

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