L'Unep presenta la "Guida alla biodiversità dalla A alla Z". Per le imprese

L'Unep (United Nations Environment Programme), anche grazie agli interventi trasversali occorsi durante la Cop-10 di Nagoya, relativi alla definizione del "valore economico" aggiunto della conservazione delle specie, ha presentato la "Guida alla biodiversità dalla A alla Z" destinata, in via prioritaria, alle imprese.

Moltissime le aree chiave delineate in riferimento al parametro "biodiversità" (aree in crisi, ultime terre selvagge, IBA,ecoregioni globali, ecc..) e per ognuna di esse è stato presentato lo specifico status giuridico, i valori socio-culturali di riferimento e, ovviamente, la puntuale catalogazione di habitat e specie presenti. Obiettivo precipuo del volume è quello di aiutare le imprese, piuttosto che i governi e le ONG (avendo dimostrato, i primi, una generale incapacità a raggiungere gli obiettivi fissati nell'ormai obsoleto Countdown 2010), fornendo tutte le informazioni tecniche necessarie per indurle a un atteggiamento responsabile e ad impegnarsi, esse stesse, in concrete azioni di salvaguardia.. Già, perché la novità uscita a Nagoya - per quanto antipatico sia - è proprio che"biodiversità" fa rima con "profitto".. D'altro canto, poi, è impossibile parlare di ambiente senza fare riferimento agli innumerevoli legami interspecie che corrono in qualunque contesto geografico...E una responsabilità richiesta ai motori dell'economia dalle Nazioni Unite, non importa di quali dimensioni, è proprio quella di usare assennatezza in materia, con particolare riferimento alla scelta dei propri insediamenti... Tuttavia, nonostante le ottime intenzioni e la presentazione di un lavoro di spessore enorme, esso pecca proprio - a mio avviso - nella capacità di interessare effettivamente le imprese cui è rivolto...E' tristemente noto, infatti, che l'economia ascolta solo la voce del profitto.. proprio quelle voci che mancano quasi del tutto nel volume consultabile, in inglese, qui

Foto | Flickr

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