Sardegna: lo stagno di Cabras a rischio soffocamento per colpa di un'erba infestante tropicale

Stagno CabrasSono venuto a conoscenza in questi giorni di un vero e proprio allarme ambientale che è scoppiato in Sardegna, precisamente nel rio Mar'e Forghe un fiume collegato allo stagno di Cabras che, per la rilevanza della sua biodiversità, rappresenta una delle più importanti aree umide dell'isola. Il fiume in questione negli ultimi due mesi è stato seppellito nel vero senso della parola da una specie tropicale di erba infestante.

Ciò che si può scorgere ora (come si può osservare dalla foto), anziché il colore azzurro delle acque, è un'immensa coltre verde che minaccia seriamente l'infestazione dello stagno e la sua biodiversità. Il mostro colonizzatore ha una una sua identità botanica: si chiama Eichornia crassipes ed è volgarmente conosciuto come giacinto d'acqua. Si tratta di una pianta acquatica originaria dell'Amazzonia, una specie subtropicale ora diffusa anche in molti altri Paesi, importata (a quanto sembra) per giardinaggio.

Il pericolo, considerando la valenza ambientale della zona, è di quelli seri; basti pensare che l'erba in questione è compresa nell'elenco delle cento specie aliene infestanti più dannose del mondo sia dal punto di vista ecologico che da quello economico. Gli studiosi dell'Arpas di Oristano che stanno seguendo l'evolversi del fenomeno, ritengono che l'inquinamento non abbia colpe ed anzi affermano che sia proprio l'ottima qualità ambientale del luogo ad essere particolarmente adatta per la colonizzazione della specie vegetale.

Quali i pericoli che potrebbero derivarne? Il problema non è di poco conto, infatti il giacinto d'acqua è una specie che consuma molto rapidamente l'ossigeno contenuto nell'acqua bassa: in sostanza le specie di pesci, anfibi e vegetali che popolano lo stagno rischiano seriamente di soccombere nel giro di poco tempo.

Inoltre, avvertono dall'Arpas, se le piogge saranno persistenti si rischia il danno idrogeologico; questa vegetazione potrebbe infatti favorire la piena del corso d'acqua e determinare l'esondazione, con tutte le conseguenze immaginabili. Ancora però poco o nulla si muove: sono infatti già passati circa sessanta giorni da quando è stato lanciato l'allarme senza che ancora nessuno si sia attivato concretamente per risolvere la questione.

Via | Lanuovasardegna.it

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