Barilla e Legambiente a Roma insegnano a fare la spesa ecologica. L'antitrust però indaga sul caro supermercati

Legambiente e Barilla in queste ore a Roma diffondono la cultura della doppia piramide alimentare con Buono per te, sostenibile per l'ambiente. Ossia, per fare una spesa ecologica bisogna mangiare secondo dieta mediterranea: molta verdura e frutta, cereali, pochi grassi, pesce e pochissima carne (dopo il salto il video della presentazione).

Ma non sempre frutta e verdura, in questi mesi si sono trovati a buon prezzo nei supermercati. L'Antitrust perciò ha disposto una serie di indagini che si chiuderanno nel giugno 2011. L'obiettivo è capire i rapporti tra le grandi catene e i piccoli fornitori di ortofrutta. In particolare a essere analizzati i private label, cioè le etichette proprie dei marchi della GdO.

Denuncia Federconsumatori:

Troppe volte le nostre associazioni hanno denunciato scandalosi comportamenti relativamente ai prezzi di acquisto che venivano decuplicati poi alla vendita, a detrimento sia dei produttori che ovviamente dei consumatori. Ricordiamo tra tutti gli esempi i casi delle uve pugliesi acquistate a 25 cent per poi essere vendute a più di 2 Euro al Kilo. O per i pomodori di Pachino, ed altri esempi ancora che hanno registrato moltiplicatori micidiali di oltre dieci volte il prezzo nella filiera da produttore al consumatore come le carote comprate a 10 cent e vendute 1 Euro al kilo.

Ha dichiarato Sergio Marini presidente di Coldiretti:

Per ogni euro speso dai consumatori per l'acquisto di alimenti oltre la meta' (il 60%) va alla distribuzione commerciale, il 23 per cento all'industria di trasformazione e solo il 17 per cento per remunerare il prodotto agricolo.

Scrive l'Antitrust:

Il processo di modernizzazione del settore distributivo ha portato non solo a un aumento del grado di concentrazione ma anche alla messa in comune, da parte delle imprese, di alcune funzioni aziendali (rapporti di affiliazione, consorzi, centrali e supercentrali di acquisto, ecc.): si tratta di un fenomeno in grado di avere effetti sulle dinamiche competitive, soprattutto con l’aumento del peso delle centrali di acquisto che ha prodotto un considerevole rafforzamento del potere contrattuale delle imprese della GDO nei confronti delle piccole e medie imprese produttrici. Tra i fenomeni segnalati all’Antitrust anche forme di contribuzione all’attività espositiva, promozionale e distributiva, sganciate dalle quantità e dai prezzi di acquisto, richieste dalla GDO ai produttori. Parallelamente si è intensificata la concorrenza diretta effettuata dai distributori nei confronti dei propri fornitori attraverso le marche private.

Foto | Flickr

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