Ecoblog a Planet workshop: quale energia per il futuro e a quale prezzo?

Quale mix di energia per il futuro e a quale prezzo

Stamattina la sessione dei lavori (li potete seguire anche su facebook ma sono in francese) è iniziata molto presto con l'esposizione, durante la prima colazione, di un paio di lavori. Il primo è l'eurobarometro sul gradimento della mobilità sostenibile per i francesi; il secondo sul riciclo della carta (e noi italiani con Comieco possiamo dirci molto fortunati). Assisto ora alla sessione "Quale energia per il futuro e a quale prezzo?" moderato da Monica Fossati fondatrice di Ekwo un giornale dedicato all'ecologia (c'è anche la versione italiana). I relatori sono William Bourdon Presidente di Sherpa; Laurent Corbier, vice presidente dello sviluppo sostenibile e del miglioramento per Areva, Bo Diczfalusy Direttore IEA per l'energia sostenibile, Glenn Hodes senior economist all'UNEP Risoe Centre in Danimarca e Xavier Votron, direttore per le energie rinnovabili per GDF Suez.

Quale possibile scenario, si chiede Hodes? considerato che abbiamo come fonti principali carbone, petrolio e gas? Decarbonizzare l'energia, è questa la missione per spezzare la dipenda dall'energia fossile. Spiega Bo Diczfalusy che possiamo pensarci ma dobbiamo farlo assieme alla Cina e ai paesi che stanno crescendo economicamente.

Bourdon sostiene che già le tecnologie esistenti consentono un consistente risparmio delle emissioni ma ciò non vuol dire rinunciare alla ricerca per migliorare i risultati. Votron spiega che è vero che esistono le tecnologie ma ancora si deve dimostrare la loro economicità ad esempio lo stoccaggio della CO2 e la produzione di energia dal sole.

Esistono le tecnologie ma non sappiamo ancora quanto ci convengono. Ci sono potenziali di miglioramento nel fotovoltaico, in termini di percentuali di resa, ma una nuova forma è necessario che sia trovata. Ad esempio abbiamo molto potenziale da sfruttare ancora sull'energia idroelettrica.



Spiega Bourdon presidente dell'associazione Sherpa che bisogna comunque andare cauti con la produzione di energia, anche se considerate rinnovabili perché l'impatto sull'ambiente e sulle popolazioni è consistente. Ricorda ad esempio l'impatto delle centrali idroelettriche in Brasile. Le energie fossili sono destinate a sparire dunque vale la pensa progettare un futuro attento anche al risparmio.

La maggior parte dei consumi energetici sono destinati al terziario e ai trasporti. La moderatrice Monica Fossati chiede se non sia possibile usare in ambito civile soluzioni rinnovabili e sostenibili per avere il condizionamento o il riscaldamento. Votron è assolutamente d'accordo.

Ricorda Bourdon che al contrario l'urgenza dei paesi africani è di avere energia immediatamente. In genere i paesi in via di sviluppo vogliono energia disponibile e non hanno tempo per sperimentare.

Arriviamo alla fine con la domanda di indicare il boquet energetico. Per Corbier per ora si resta con quel che si ha anche se aggiunge che ci sono molte tecnologie che sono in arrivi nel miglioramento sel solare fotovoltaico, termico che certamente costituiranno un nuovo boquet. la litania è sempre la stessa: solare fotovoltaico, eolico, anche se nota Votron che sarà il management, cioè l'organizzazione dell'approvvigionamento e della distribuzione a fare la differenza.

Per Corbier però resta da considerare la fissione nucleare che offre con la tecnologia reattori sicuri e produzione di energia interessante.

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: