Liveblogging, a Planet Workshop: riciclare telefonini in Africa

Il faccia a faccia sul recupero dei telefonini in Africa Alain Liberge direttore per Orange, compagnia telefonica, per il settore ambiente e responsabilità sociale e Jean Rousseau presidente di Emmaüs International sono i protagonisti di un faccia a faccia a proposito del recupero di cellulari in Africa.

La Francia produce circa 19 milioni di telefonini da rottamare all'anno. Molti sono acquistati dai broker che si occupano del recupero del nichel. Spiega Rousseau che i telefonini finiscono in Africa e dunque con la sua associazione ha messo in piedi una catena per il recupero. La valorizzazione delle materie prime, questa la motivazione fornita da Liberge che assieme alla possibilità di sussistenza data dal lavoro di recupero realizza una filiera del lavoro sostenibile. Il progetto in realtà è partito nel 2005 con la ONG Ateliers du Bocage Burkina che fa parte, appunto di Emmaus e impegnata nel riciclo in Burkina di quelli che in Francia definiscono le D3E, rifiuti elettrici e elettronici, i nostri RAEE insomma.

In pratica il mercato dei cellulari è cresciuto moltissimo anche in Africa, si parla di circa 3 milioni di utenti nel 2009 e i telefonini che sono gettati via ogni anno sono uan cifra considerevole. In Burkina sono stati organizzati da Emmaus e Atelier du Bocage 6 centri di raccolta che danno lavoro a 170 persone. Ci sono in giro per le città di Quagadougou e Bobo-Dioulasso dei motirini che raccolgono il materiale elettronico porta a porta e per ogni chilo conferito viene rilasciato un buono acquisto.

L'iniziativa è finanziata da Orange, in pratica il diavolo sostiene l'acquasanta. Già lo scorso 22-24 aprile, in occasione della Giornata della Terra sono stati raccolti i cellulari. E così anche nel 2009, quando ne raccolsero 195mila. Con 15mila telefonini si fanno lavorare 17 persone. Condividere questa buona pratica serve a chi ha frequentato questo faccia a faccia a riportare nelle proprie aziende le idee e i contatti con cui avviare questo genere di iniziative.

Viene posto il problema della tracciabilità dei rifiuti, ossia stabilire che giro fanno i rifiuti, in questo caso derivati da recupero dei cellulari, e se restano in circolo o se piuttosto ridiventano materie prime. La speculazione in merito esiste, evidentemente meglio affrontare il discorso.

Dopo il salto l'elenco dei colleghi che con me hanno seguito l'evento.

Anne-Sophie Novel di Ecolo info; Camilla Burg di Wiser Earth; Emilie Villeneuve di BIOaddict; Grégory Catel di The Green Postbox; Laurence Foucher di Les Pieds sur Terre; Mathieu Jubré di Marcel Green e Roxanne Grioche di Agir pour la planète.

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